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17 Agosto 2026

Il costo di una crescita eccessivamente rapida.

Il Girona, in questa stagione, ha affrontato le sfide più impegnative legate al successo. Dopo aver vissuto una delle migliori annate della sua storia e ... Read more

Il Girona, in questa stagione, ha affrontato le sfide più impegnative legate al successo. Dopo aver vissuto una delle migliori annate della sua storia e aver fatto il suo esordio in Champions, sfidando grandi come il Real Madrid e il FC Barcelona, la squadra si è trovata di fronte a una realtà forse non ancora completamente assimilata. L’impegno in tre tornei, l’acquisto di giocatori di fama e la pressione derivante dall’essere percepiti come “candidati all’Europa” o addirittura alla Champions sono giunti in un colpo solo. Quando la fortuna ha smesso di sorridere, il senso di smarrimento è stato inevitabile.

Non si tratta tanto di cercare colpevoli, perché Míchel non ha smesso di gestire la situazione e la direzione sportiva continua ad operare con criterio. Tuttavia, il salto di livello è stato forse troppo brusco. Il Girona, un club in fase di consolidamento in massima serie, si è ritrovato a competere in Europa con la pressione di una grande squadra, il che ha avuto le sue conseguenze. I nuovi acquisti, che avrebbero dovuto fare la differenza, non hanno reso come ci si aspettava. Il gruppo, concepito per affrontare un calendario impegnativo, ha mostrato segni di stanchezza e perdita di fiducia con il passare delle partite.

In campo, la squadra non riesce a esprimersi al meglio; ogni passaggio, ogni errore pesa come un macigno. L’aspirazione a impressionare è stata sostituita dalla paura di fallire. Anche l’ambiente esterno ha cominciato a manifestarsi in modo più teso. Míchel appare più isolato e provato, ma anche più consapevole delle sue responsabilità. È lui che si è impegnato a mantenere unito il gruppo, a tutelare i suoi giocatori e a preservare la filosofia di gioco che ha portato la squadra fino a questo punto. Il prezzo da pagare è stato elevato. Forse questa crisi, lunga e difficile, rappresenta il tributo che il club deve affrontare per crescere genuinamente. Non esiste progetto solido senza cicatrici. La sfida consiste nell’imparare, correggere e rafforzare la mentalità competitiva senza perdere l’essenza originaria. Sia nei momenti di calma che in quelli di caos, l’obiettivo è rimanere fedeli a se stessi.

Certamente, garantendo la stabilità nel minor tempo possibile.