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7 Giugno 2026

David Silva ha condiviso un aneddoto riguardo al suo legame con Luis Aragonés, rivelando che l’allenatore sosteneva che lui fosse basco piuttosto che canario.

David Silva è stato un calciatore spesso sottovalutato in Spagna. Originario delle Canarie, ha conquistato un Mondiale e due Europei, diventando una figura iconica sia ... Read more

David Silva è stato un calciatore spesso sottovalutato in Spagna. Originario delle Canarie, ha conquistato un Mondiale e due Europei, diventando una figura iconica sia per il Manchester City sia per la nazionale spagnola, ma continua a ricevere poco riconoscimento nel suo paese. Durante un’intervista al podcast “El Camino de Mario”, condotto dall’ex calciatore Mario Suárez, Silva ha descritto il suo percorso nel mondo del calcio. Dalla sua infanzia giocando per le strade di Arguineguín alla statua eretta in suo onore all’Etihad Stadium. Silva ha attribuito la sua scarsa visibilità alla mancanza di esperienza in uno dei club più prestigiosi, come il Real Madrid o il Barcellona. “Se non giochi in queste squadre, la tua esposizione mediatica è ridotta”, ha dichiarato.

In effetti, a soli 12 anni, Silva ha sostenuto un provino per il Real Madrid. “Mi dissero che sarebbero tornati a contattarmi l’anno successivo, ma quella chiamata non arrivò mai. Anche a Julián Álvarez è successo qualcosa di simile. Da giovani, certo, è difficile capire queste cose”, ha raccontato Silva, che ha poi fatto il suo ingresso al Valencia a 14 anni (nel 2000). È stato solo nella stagione 2006-2007, dopo alcune esperienze in prestito, che ‘El Mago’ ha potuto debuttare ufficialmente con il primo team. Nella stessa stagione, è diventato uno dei punti di riferimento per la squadra, all’epoca guidata da Quique Sánchez Flores, realizzando 11 gol.

Nel 2006, David Silva ricevette una chiamata dal selezionatore Luis Aragonés e il 15 novembre di quello stesso anno esordì con la Nazionale Spagnola in un’amichevole contro la Romania. Per Silva, quel momento è indimenticabile e considera Aragonés come una figura paterna nel mondo del calcio: “Mi diceva che io ero basco, non canario,” riflettendo sulla sua formazione all’Eibar e sul valore che attribuiva al carattere forte e combattivo, spesso associato al calcio basco. Silva racconta anche i preparativi per l’Euro 2008, il torneo che segnò l’inizio della supremazia della ‘Roja’, un traguardo che lui stesso definisce come “il più significativo”. “L’atmosfera che regnava era fantastica, e Luis sapeva motivare anche chi non giocava. Ci sentivamo tutti coinvolti. Eravamo sereni e raggiungere il successo nel 2008, nonostante la crisi, è stato un grande traguardo. La vittoria mi ha cambiato, è difficile camminare normalmente dopo un risultato del genere,” ha dichiarato Silva.

Nel 2010, un anno che avrebbe segnato una svolta nella sua carriera, il 30 giugno, mentre si svolgeva il Mondiale in Sudafrica dove la Spagna sarebbe diventata campione, si ufficializzò il suo trasferimento al Manchester City, club con cui avrebbe giocato per un decennio. Prima di passare alla formazione inglese, Silva ricevette anche la proposta del FC Barcelona. “Anche il Barcelona era interessato a me. Ho parlato con Txiki Begiristain, ma il Valencia non voleva cedere giocatori in quel momento. Dopo, hanno avuto problemi economici e hanno venduto sia me che Villa,” ha confessato il giocatore. La trattativa con il club catalano saltò, e alla fine Silva firmò con il City, diventando un vero e proprio idolo per i tifosi ‘celesti’.

David Silva ha condiviso che la sua migliore scelta professionale sia stata quella di trasferirsi al Manchester City. Durante la sua carriera con la squadra inglese, ha collezionato 434 apparizioni, segnando 77 reti e fornendo 136 assist. Tra le esperienze più significative di Silva, c’è stata quella di giocare accanto a Pep Guardiola. Ha descritto quei periodi come eccezionali, evidenziando la preparazione meticolosa dell’allenatore che sapeva esattamente come avrebbe giocato l’avversario. Silva ha notato la differenza nel lavoro con Guardiola, sottolineando che, sebbene fosse molto esigente e rigido riguardo alla libertà dei giocatori, le sue strategie portavano spesso a risultati positivi.

Dopo aver lasciato il Manchester City, Silva ha ricevuto proposte dall’Inter Miami e da club in Giappone e Qatar, ma ha deciso di tornare in Spagna per motivi personali. La sua destinazione è stata la Real Sociedad, ma purtroppo una lesione al ginocchio ha accelerato la sua decisione di ritirarsi. Ha raccontato l’incidente avvenuto durante un derby contro l’Athletic, dove ha avvertito un dolore intenso. Anche se ha continuato a giocare fino alla fine della stagione, il problema si è aggravato durante un allenamento estivo. Dopo aver fatto degli accertamenti, ha compreso che la sua carriera era giunta al termine. A 37 anni, ha scelto di rinunciare allo stipendio, ritenendo fosse più sensato permettere al club di ingaggiare un altro giocatore in grado di affrontare l’intera stagione.