A Belgrado si è aperto il Congresso della Federazione Internazionale Sci e Snowboard (FIS)appuntamento che mette in discussione non solo le sedi dei prossimi iridati ma anche la leadership dell’organismo. I lavori, iniziati nei giorni precedenti, hanno prodotto alcune conferme e altri rinvii a poche ore dall’elezione del presidente prevista all’hotel Crowne Plaza.
Nel corso della prima giornata sono state ufficializzate assegnazioni importanti: la cittadina italiana di Bardonecchia sarà sede dei primi Mondiali paralimpici che riuniranno sci, snowboard e fondo nel 2029, mentre la località norvegese di Vikersundunica candidata, ospiterà i Mondiali di volo con gli sci nel 2030. La partita per i Mondiali di sci nordico 2031, però, resta aperta e la decisione è stata posticipata al prossimo Consiglio.
Assegnazioni confermate: Bardonecchia 2029 e Vikersund 2030
La ratifica per Bardonecchia segna una novità: per la prima volta la manifestazione paralimpica integrata coprirà più discipline in un unico evento. Questa scelta è stata formalizzata durante la chiusura della prima giornata del Congresso e rappresenta un passaggio significativo nella strategia della FIS verso una maggiore inclusività. Parallelamente, Vikersund ha ottenuto l’assegnazione dei Mondiali di volo 2030 come unica candidata, consolidando il ruolo della località norvegese nelle prove di salto e volo.
Rinvio per i Mondiali di sci nordico 2031: Oberstdorf contro Planica
La votazione su chi ospiterà i Mondiali di sci nordico 2031 non ha prodotto una decisione definitiva: la scelta tra la tedesca Oberstdorf e la slovena Planica è stata rimandata al prossimo Consiglio. Oberstdorf arriva all’appuntamento forte di precedenti organizzazioni dei Mondiali (1987, 2005 e 2026), mentre Planica punta a bissare il successo ottenuto con l’edizione del 2026. L’annuncio è stato dato sul palco di Belgrado dal presentatore Nick Fellows al fianco dell’attuale presidente della FIS.
Implicazioni del rinvio
Il rinvio segnala una situazione di equilibrio tra le candidature e riflette l’attenzione del Congresso ai dettagli organizzativi richiesti per una rassegna multisportiva di tale portata. La decisione posticipata avrà effetti sulla pianificazione degli organi tecnici e dei comitati locali, che dovranno attendere il prossimo appuntamento per conoscere il verdetto ufficiale sulla sede 2031.
Il voto presidenziale e le tensioni nella governance
Al centro del Congresso rimane la competizione per la presidenza: Johan Eliaschin carica dal 2026, si presenta per un nuovo mandato e sarà chiamato alle urne nello scontro con quattro altri candidati: Dexter PaineAlexander OspeltAnna Falkenberg e Victoria Gosling. L’elezione, in programma il giorno successivo all’apertura dei lavori, arriva in un clima di forte tensione interna alla federazione.
Critiche e schieramenti
Negli ultimi mesi si è formata un’opposizione significativa nei confronti della leadership di Eliasch, guidata da alcune federazioni europee tra cui quella austriaca. Il direttore generale di Ski AustriaChristian Schererha espresso una posizione netta e categorizzata: «Johan Eliasch non verrà rieletto; Ospelt diventerà il nuovo presidente della FIS. Ne sono assolutamente convinto». Questa dichiarazione evidenzia la compattezza di parte dell’area europea a favore del candidato Alexander Ospeltesponente del Liechtenstein e membro del Consiglio FIS dal 2004.
Dimissioni e segnali interni
La disputa interna è stata aggravata da defezioni nella sfera dirigenziale: tra queste figura la rinuncia alle funzioni da parte di Urs Lehmannindicato in passato come CEO della FIS dall’attuale presidente. La perdita di figure chiave e le preoccupazioni economiche e organizzative sollevate in vari ambienti hanno alimentato il dibattito sulla credibilità e sulla direzione futura dell’ente.
Il 57° Congresso della FIS resta quindi un passaggio cruciale: oltre alle assegnazioni sportive, il voto per la presidenza potrebbe ridefinire approcci e alleanze per il quadriennio successivo. Tutti gli occhi sono puntati sulle urne e sul prossimo Consiglio che completerà le decisioni rimandate a Belgrado.


