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17 Agosto 2026

Madonna del Ghisallo: il museo che celebra la storia del ciclismo

Dal sogno di Fiorenzo Magni alla realtà internazionale, il Museo del Ghisallo celebra 20 anni di storia del ciclismo con cimeli unici e mostre imperdibili.

In un angolo di Lombardia, proprio di fronte al Santuario della Madonna del Ghisallo, patrona dei ciclisti, sorge un luogo che racchiude l’anima del ciclismo. Il Museo internazionale del ciclismo Madonna del Ghisallo ha compiuto vent’anni, diventando un punto di riferimento per gli appassionati di tutto il mondo. Nato da un’idea di Fiorenzo Magni questo museo è molto più di una semplice collezione di cimeli: è un omaggio alla passione e alla storia di uno sport che ha conquistato il cuore di milioni di persone.

Inaugurato il 14 ottobre 2006 il museo è stato progettato dagli architetti Davide Bergna e Pier Federico Caliari per offrire un’esperienza immersiva. Il percorso espositivo, che ricorda i tornanti di una salita, è un viaggio attraverso oltre un secolo di imprese sportive, dai pionieri come Alfredo Binda e Learco Guerra ai campioni contemporanei. Al centro della struttura, una pietra con l’iscrizione Omnia vincit amor benedetta da papa Benedetto XVI simboleggia la passione che unisce tutti gli amanti del ciclismo.

Dalla visione di Magni alla realtà internazionale

La realizzazione del museo è stata possibile grazie all’impegno personale di Magni, che ha coinvolto istituzioni, la Federazione ciclistica italiana il CONI sponsor e la Gazzetta dello Sport. Nei primi anni, il museo è diventato un vivace centro culturale, ospitando mostre, convegni e incontri. Tuttavia, i costi di gestione si sono rivelati elevati, e dopo la morte di Magni, la struttura ha attraversato una fase difficile, aprendo solo nei fine settimana.

La rinascita è iniziata con la presidenza di Antonio Molteni. Grazie a una gestione più snella, al contributo dei volontari e allo sviluppo del merchandising, il museo ha ritrovato equilibrio economico e slancio. La direttrice Carola Gentilini ha giocato un ruolo cruciale nel valorizzare il patrimonio con mostre temporanee dedicate ai grandi protagonisti del ciclismo.

Un patrimonio in continua crescita

Oggi, il Museo del Ghisallo è una realtà solida e riconosciuta a livello internazionale. Nel 2026 ha accolto oltre 11.300 visitatori quasi la metà dei quali provenienti dall’estero. Il museo conserva più di 2.600 cimeli continuamente arricchiti da nuove donazioni. Tra le più significative, quella della maglia rosa regalata da Jai Hindley vincitore del Giro d’Italia 2026 che ha voluto lasciare al museo il simbolo della sua impresa.

Per celebrare il ventennale, sono in programma mostre, incontri, presentazioni di libri ed eventi speciali che raccontano la storia del museo e del ciclismo. Guardando al futuro, l’obiettivo è chiaro: continuare a crescere, valorizzando un patrimonio unico e mantenendo vivo lo spirito con cui Magni immaginò questo luogo, dove la passione per il ciclismo continua a trovare casa.

Eventi speciali per il ventennale

Il programma per il ventennale include una serie di iniziative pensate per coinvolgere appassionati e curiosi. Mostre temporanee, incontri con campioni del passato e del presente, presentazioni di libri e proiezioni di documentari sono solo alcune delle attività in programma. Questi eventi non solo celebrano il passato, ma guardano anche al futuro, con l’obiettivo di ispirare le nuove generazioni di ciclisti e appassionati.

Il Museo del Ghisallo è un luogo dove la storia e la passione si incontrano, offrendo un’esperienza unica a chiunque voglia scoprire i segreti e le meraviglie del ciclismo. Un viaggio che inizia con i pionieri e arriva fino ai giorni nostri, raccontando storie di sacrificio, determinazione e vittoria.

Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.