Il mondo della vela è in fermento per una decisione senza precedenti presa dal New York Yacht Club. Il club, custode storico dell’America’s Cup ha richiesto al Procuratore Generale di New York di verificare se la neonata America’s Cup Partnership (ACP) sia conforme al Deed of Gift del 1887, il documento che ha governato la competizione per oltre un secolo e mezzo.
La richiesta, presentata dal Commodoro Clare Harrington, solleva interrogativi cruciali sull’avvenire della competizione velistica più prestigiosa del mondo. Ma cosa sta realmente accadendo e quali sono le implicazioni per le prossime edizioni dell’America’s Cup?
La richiesta del New York Yacht Club
Il New York Yacht Club ha presentato una richiesta formale all’Ufficio per le Organizzazioni Benefiche del Procuratore Generale di New York. Il club chiede di esaminare se l’ACP sia compatibile con il Deed of Gift lo strumento fiduciario di beneficenza che ha regolato l’America’s Cup fin dalla sua istituzione nel 1857.
Il punto cruciale della questione riguarda l’essenza stessa della competizione. Il Deed of Gift definisce l’America’s Cup come una perpetual Challenge Cup for friendly competition between foreign countries. Il New York Yacht Club teme che l’ACP possa trasformare la competizione in una regata gestita centralmente e controllata commercialmente da un organismo permanente composto dai concorrenti uscenti.
Le preoccupazioni del New York Yacht Club
Il club ha identificato diverse aree di preoccupazione. Innanzitutto, l’ACP è concepito per disciplinare l’organizzazione, le regole e i diritti commerciali di tutte le future America’s Cup, indipendentemente dai club che detengono o sfidano la Coppa. Il New York Yacht Club sostiene che il Deed of Gift attribuisce la governance al Defender e allo Challenger of record di ogni ciclo e non autorizza alcun organismo permanente al di fuori di essi.
Un’altra preoccupazione riguarda il potenziale ostacolo al diritto di sfida. Ai sensi dell’articolo 13.1 del Protocollo, un club qualificato che rifiuta di aderire all’ACP può vedersi respingere la propria contestazione in assenza dell’approvazione unanime del Consiglio dell’ACP. Il New York Yacht Club sostiene che ciò subordini un diritto che l’Atto concede liberamente a qualsiasi club qualificato alla discrezione di un organismo privato composto da concorrenti esistenti.
La risposta del Defender e del Challenger of Record
Il Royal New Zealand Yacht Squadron Difensore dell’America’s Cup rappresentato da Emirates Team New Zealand, e il Royal Yacht Squadron Ltd Challenger del Record rappresentato da GB1, hanno accolto con favore la richiesta del New York Yacht Club. In una dichiarazione congiunta, i due circoli hanno ribadito la trasparenza e la correttezza delle decisioni prese.
Il New York Yacht Club è stato consultato durante tutto il processo di sviluppo dell’ACP e ha sostenuto la sua formazione. Il rispetto dell’Atto di Donazione è stato fondamentale in tutto questo processo. Il Protocollo per la 38ª America’s Cup, che si terrà a Napoli nel 2027, è stato stabilito di comune accordo tra il Difensore e il Challenger del Record secondo i termini stabiliti nell’Atto di Donazione.
Le implicazioni per le future edizioni
La 38ª edizione dell’America’s Cup, prevista a Napoli nel 2027, non sembra essere a rischio. Tuttavia, le preoccupazioni del New York Yacht Club riguardano principalmente la struttura legale dell’ACP e il processo con cui è stata adottata. Il club chiede una revisione e un chiarimento dell’Atto di Donazione alla luce dell’ACP, ai sensi della legge di New York.
Il Commodoro Harrington ha sottolineato che le preoccupazioni del Club riguardano la struttura legale dell’ACP e il processo con cui è stata adottata, non la sportività di alcun concorrente. Il club sta cercando di ottenere una revisione e un chiarimento dell’Atto di Donazione alla luce dell’ACP, ai sensi della legge di New York.
Il New York Yacht Club ha chiesto al Charities Bureau di valutare se la struttura dell’ACP sia coerente con i diritti e gli obblighi stabiliti dall’Atto di Donazione e se siano opportune ulteriori azioni o un ricorso giurisdizionale.



