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6 Ottobre 2026

Dal 1970 al 2025: il percorso del Basket Ravenna Piero Manetti

Un viaggio nella storia del Basket Ravenna Piero Manetti, dalla fondazione agli alti e bassi di campionato, con protagonisti indimenticabili.

Dal 1970 al 2025: il percorso del Basket Ravenna Piero Manetti

Il Basket Ravenna Piero Manetti è la realtà cestistica simbolo di Ravenna. Fondata nel 1970, ha attraversato più di cinque decenni di alti e bassi, passando dalla Promozione alla Serie B con tappe memorabili che hanno coinvolto la città e i suoi tifosi.

Fin dal suo esordio la squadra ha mostrato una capacità di adattamento notevole, spostandosi tra strutture diverse e superando ostacoli finanziari che avrebbero potuto chiudere il club. Questo articolo ricostruisce i momenti più significativi, i protagonisti che ne hanno guidato l’avventura e le decisioni che hanno cambiato il corso della sua storia.

Le radici e i primi passi (1970-1980)

Il 21 novembre 1970, Alfredo Cavezzali e Vittorio De Lorenzi abbandonarono la storica Robur per fondare la Cestistica Ravenna poi ribattezzata Ravenna Basket. Con Renzo Dosi come vicepresidente, la squadra iniziò a gareggiare in Promozione. Nel 1974, a seguito di una partnership con l’Unione Sportiva Ravenna la squadra conquistò lo spareggio per la Serie C battendo Fabriano il 20 maggio.

Nonostante la promozione, le difficoltà economiche resero necessaria una nuova alleanza: tre anni dopo la squadra retrocesse in Serie D. Nel 1978 Cavezzali lasciò la dirigenza per assumere il ruolo di presidente del comitato olimpico provinciale del CONI, passando la gestione a Nemesio Bettuzzi. In questo periodo la Robur, pur mantenendo una vasta base giovanile, iniziò a perdere terreno nel panorama cittadino.

Il salto verso la Serie C1 (1982-1984)

Durante la stagione 1982-83 il club ottenne la promozione in Serie C1. Un anno dopo, grazie a uno spareggio contro la Futura Forlì la squadra si mantenne in categoria. Il 12 luglio 1984 vide il rinnovo del consiglio direttivo, con Bettuzzi confermato presidente e Giorgio Dainese nominato direttore sportivo. Tuttavia, la controversia interna spinse tre dirigenti a creare il club “Basket ’84”, sottraendo gran parte delle risorse umane, compreso l’allenatore Giorgio Brasini.

L’era Manetti e le ascesi (1985-1994)

Nel marzo 1985 Piersante Manetti subentrò alla presidenza, affiancato da Roberto Vianello come vicepresidente. Entro la primavera del 1986, i due presero il controllo completo delle quote societarie, espellendo le precedenti guide. Nonostante la retrocessione nella stagione finale, la nomina del giovane tecnico Loris Giovannetti innescò una rinascita: in tre anni la squadra saltò dalla C alla B1.

La prima stagione di Giovannetti (1986-87) portò alla promozione in B2. Fu istituita la figura del capo della gestione tecnica con Giorgio Bottaro al timone. La politica di mercato cambiò: si passò ai contratti a titolo definitivo, acquistando il pivot Stefano Brighi dal Campobasso per 220 milioni di lire. L’anno successivo, il 24 giugno 1989, i ravennati vinsero l’ultima partita dei play-off promozione contro San Lazzaro di Savena (88-83), assicurandosi la promozione in B1.

Per poter competere nella B1 il club dovette trasferirsi a Cervia poiché a Ravenna mancava un impianto adeguato. Sotto la guida del nuovo allenatore Bruno Brumana la squadra acquistò il pivot Tiziano Montaguti per 500 milioni, terminando la stagione 1989-90 al sesto posto. Dopo una lotta per non retrocedere, nel 1992 la squadra tornò in B2. Manetti, in contrasto con il Comune, spostò nuovamente il club a Cervia e, acquistando i diritti sportivi di Montichiari tornò in B1 nella stagione 1993-94, conquistando la promozione in A2 con lo sponsor “Menestrello”.

Nel 1994 Manetti trasferì nuovamente la proprietà a Modena ponendo fine al suo capitolo dirigenziale a Ravenna.

Dalla rinascita agli ultimi anni (2000-2025)

Dopo il vuoto lasciato da Manetti, la squadra ricominciò dal campionato di Promozione giocando le partite casalinghe nella palestra dell’Istituto tecnico per geometri «C. Morigia». La scalata fu costante: nel giugno 2000 il club raggiunse la Serie C1. Nel 2003-04, guidato da Adolfo Marisi e dal presidente Antonio Tassini il Basket Ravenna tornò in Serie B con vittoria 2-0 sulla Tender Riccione.

Nel novembre 2005, Roberto Vianello allora presidente, ribattezzò la squadra «Piero Manetti» in onore del suo fondatore. L’anno 2009 segnò il ritorno al Pala Costa dopo diciotto anni, grazie a una ristrutturazione dell’impianto. Nel 2012, Giorgio Bottaro tornò come direttore generale, avviando un ciclo positivo che culminò con la promozione in Divisione Nazionale A Silver e la vittoria della Coppa Italia DNB sotto la guida di Lanfranco Giordani.

La stagione 2013-14 inserì nella rosa il primo straniero, l’italo-americano Adam Sollazzo e nacque la tifoseria organizzata dei “Leoni Bizantini”. Nel 2016-17, allenati da Antimo Martino i ravennati raggiunsero i play-off, eliminando Virtus Roma e Verona, ma furono fermati da Virtus Bologna in semifinale. L’anno successivo la squadra raggiunse le finali di Coppa Italia perdendo contro Basket Derthona.

La Serie A2 del 2019-20 sembrava promettente: sotto Massimo Cancellieri il club dominava la prima posizione del girone Est con 20 vittorie e 5 sconfitte, prima che la pandemia di COVID-19 sospendesse la competizione, annullando ogni possibilità di promozione. Nelle stagioni successive il team si consolidò al terzo posto (2021-22) ma, a causa di un budget ridotto dopo il ritiro di Vianello nel 2022, la retrocessione in Serie B Nazionale arrivò nel 2023.

Dopo la discesa, la società lasciò il costoso Pala De André per tornare al tradizionale Pala Costa soddisfacendo i requisiti di capienza della nuova categoria. Il 16 marzo 2025 il club perse il suo patron storico, Roberto Vianello la cui famiglia cedette le quote a Giorgio Bottaro**, aprendo la strada a una nuova fase dirigenziale.

Oggi, i Leoni Bizantini continuano a sostenere la squadra, mentre i colori sociali – giallo e rosso – rimangono simbolo di una storia fatta di resilienza, passione e continui nuovi inizi.

Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.