Roma, da tradizionalmente tifosa di calcio, ha assistito negli ultimi mesi a un vero e proprio risveglio cestistico. La presenza di due nuove formazioni in Serie A, Maxima Roma e BC Roma ha trasformato la capitale in un terreno di confronto inatteso, culminato nel derby disputato al PalaEUR. L’evento ha attirato più di ottomila spettatori in prevendita, dimostrando che la cultura del basket è pronta a riprendere vita.
Il derby al PalaEUR: numeri, protagonisti e atmosfera
Il 27 settembre, alle 18:15, il PalaEUR si è riempito di tifosi, famiglie e curiosi, tutti attratti dalla promessa di un basket di alto livello. La partita, valida per la terza giornata di Serie A, ha visto opporsi la Maxima, sostenuta da Francesco Totti come advisor, e la BC Roma, guidata dal tecnico Alessandro Magro. I bookmaker hanno indicato la Maxima come favorita (quota 1.60), ma sul parquet la differenza è stata minima, con entrambi gli schieramenti che hanno mostrato una parità tattica sorprendente. Il pubblico, nonostante la novità delle due formazioni, ha vibrato per più di 8 000 biglietti venduti in prevendita, un dato inusuale per una città che non vedeva una squadra di basket in Serie A da quasi un decennio.
Le personalità al centro del palcoscenico
Tra gli ospiti di rilievo c’erano il presidente della FIP Gianni Petrucci il consigliere della Lega Maurizio Gherardini il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il ministro per lo sport Andrea Abodi. Il rispetto di queste figure istituzionali ha evidenziato l’importanza dell’evento non solo sportiva, ma anche economica: la partita è vista come un vetrina per il futuro progetto NBA Europe che intende riservare una singola slot a Roma.
Da Cremona e Brescia a Roma: il trasferimento dei titoli
Entrambe le società sono nate non tramite promozione sportiva, ma grazie a cessioni di diritti sportive. La Maxima ha acquisito il titolo della squadra di Brescia vincitrice della Coppa Italia, mentre la BC Roma ha comprato la licenza della Vanoli Cremona. Queste operazioni, concluse nell’estate del 2026, hanno suscitato polemiche nel Nord Italia, dove i tifosi hanno denunciato la perdita di due realtà storiche. A Brescia, i sostenitori hanno deposto una corona di fiori in segno di lutto, mentre a Cremona le critiche hanno definito tali trasferimenti “un colpo morale”.
Le radici di un nuovo progetto
Con la Maxima, l’imprenditore italo-americano Paul Matiasic ha puntato sul PalaEUR per ereditare la storia del Banco di Roma, che nel 1983 aveva riempito l’arena con 14 348 spettatori. Il progetto prevede biglietti a prezzi accessibili e un’impronta sociale: una fondazione da 5 milioni di euro per promuovere il basket nelle periferie romane. La BC Roma, invece, ha scelto il più modesto PalaTiziano (3 500 posti) come casa temporanea, attendendo la costruzione di una struttura più grande al Foro Italico. Entrambe le realtà hanno affidato la gestione tecnica a volti noti del basket europeo: Mattia Cotelli alla BC e Matteo Cotelli alla Maxima, sostenuti rispettivamente da Sergio Scariolo e da Luka Dončić presente alla presentazione.
Lotta per il futuro: la sola slot NBA Europe
Il vero scenario di tensione nasce dalla corsa per il posto nella NBA Europe. L’ambizione dell’NBA, insieme alla FIBA, prevede due slot per l’Italia: uno per Milano e uno per Roma. Poiché la capitale può disporre di una sola squadra nella nuova lega, Maxima e BC Roma si trovano a contendersi non solo il titolo nazionale, ma anche la possibilità di rappresentare l’intera città a livello continentale. Ogni biglietto venduto, ogni sponsor conquistato e ogni progetto giovanile avviato sono elementi fondamentali da presentare a New York. Il derby del 27 ottobre, quindi, non è solo una partita di campionato, ma il primo banco di prova per dimostrare di possedere il mercato e la passione necessarie a sostentare un club di livello internazionale.
Prospettive a lungo termine
Se la strada sarà difficile, la storia del basket romano dimostra che la città è capace di rinvigorire le proprie platee quando la squadra è credibile. Il record di spettatori del 1983 dimostra che, con risultati concreti, l’interesse esplode. L’attuale progetto punta a costruire quella credibilità sin dal primo giorno, ma solo il tempo potrà confermare se le due realtà sopravviveranno alla competizione interna e se la NBA Europe troverà a Roma un unico rappresentante capace di portare la capitale sul palcoscenico mondiale.



