Salta al contenuto
16 Ottobre 2026

Regolamentazione NBA: stop alle scommesse ‘under’ su minuti ridotti

L'NBA mette al bando certe scommesse 'under' dopo scandali legati a Rozier e Porter, suscitando reazioni da leghe, bookmaker e campioni.

Regolamentazione NBA: stop alle scommesse 'under' su minuti ridotti

L’NBA ha deciso di intervenire direttamente sul mercato delle scommesse in collaborazione con i bookmaker autorizzati, per eliminare alcune tipologie di puntate ritenute pericolose per l’integrità sportiva. L’obiettivo dichiarato è quello di creare un contesto più trasparente, dove le scommesse non possano più essere usate come strumento per influenzare il risultato delle partite.

Le misure introdotte proibiscono esplicitamente le combinazioni under definite dalla lega come “a bassa probabilità e alto rendimento”, che erano state al centro di recenti polemiche. Questa scelta arriva dopo una serie di incidenti legati a giocatori che avrebbero potuto trarre vantaggio da scommesse su statistiche molto specifiche.

Nuove limitazioni: niente “under” su minuti inferiori a 12

La disposizione più evidente vieta di puntare sull’under relativo alle statistiche dei cestisti che accumulano meno di 12 minuti di gioco a partita. In passato, la possibilità di scommettere su tale soglia aveva spinto alcuni atleti a simulare infortuni per ridurre il loro tempo in campo e far decollare la scommessa. Oltre a questa restrizione, sono stati bloccati anche i mercati sulle vittorie della palla a due e sui tiri mancati da categorie specifiche di giocatori.

Perché 12 minuti?

Il limite dei 12 minuti è stato scelto perché rappresenta una soglia in cui l’impatto di un singolo giocatore sul risultato finale è minimo rendendo più facile manipolare le quote. Eliminare queste opzioni dovrebbe ridurre l’incentivo a fingere infortuni o a modificare il proprio impegno in campo solo per influenzare la scommessa.

Scandali recenti che hanno spinto la decisione

Il provvedimento è direttamente collegato a due casi di grande risonanza: le indagini su Terry Rozier e su Jontay Porter. Entrambi i giocatori sono stati coinvolti in sospetti di manipolazione delle statistiche, sebbene Rozier abbia dichiarato la propria innocenza. Questi episodi hanno sollevato dubbi sulla vulnerabilità del mercato delle scommesse rispetto a comportamenti scorretti da parte degli atleti.

Reazioni di NBA, bookmaker e stelle del basket

Il vicepresidente esecutivo dell’NBA, Scott Kaufman-Ross ha commentato: “C’è un equilibrio tra la necessità di garantire l’eliminazione delle tipologie di scommesse problematiche e quella di evitare che l’attività venga semplicemente spostata nel mercato illegale”. Il portavoce di una delle principali case di scommesse ha ribadito l’impegno a costruire un mercato legale e regolamentato, “sradicando gli abusi da parte di chi tenta di minare la concorrenza leale”.

Nel frattempo, giocatori di alto profilo come LeBron James e Kevin Durant hanno assunto ruoli di sponsor per siti di betting, suscitando critiche da parte di Victor Wembanyama il cui commento è stato: “Una cosa triste, non lo farò mai”. Le parole del giovane campione sottolineano il dibattito in corso su quanto sia appropriato per i top player associare il proprio nome a questo settore.

Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.