Il Boston Celtics sta vivendo una fase di rinascita invernale. Dopo l’estate segnata dall’addio di Jaylen Brown e la riorganizzazione del roster, il tecnico Joe Mazzulla ha avuto la possibilità di sperimentare una nuova alchimia in vista della stagione regolare.
Il punto di svolta più simbolico è stato l’arrivo di Paul George. Il veterano ha espresso un sentimento quasi poetico: “Sono entusiasta di essere qui e di stare con questi ragazzi. Ho ritrovato l’amore per questo gioco”. Le sue parole hanno riecheggiato nei corridoi del TD Garden già carichi di speranze.
George riscopre la scintilla a Boston
Durante la partita di preseason contro i Philadelphia 76ers George ha mostrato il suo classico mix di esperienza e versatilità. Dopo quattro tentativi falliti, ha piazzato una tripla dalla punta, allungando il vantaggio dei Celtics a 18 punti entro la fine del secondo quarto. Anche se il suo tiro complessivo è stato 3 su 10 il valore aggiunto è stato evidente: 13 punti in 24 minuticinque rimbalziquattro assist e cinque palle rubate. Il commento di Mazzulla non è stato diverso: “Ha grandi istinti, grande tecnica, grande posizionamento”.
Il ruolo di George nello starter
Il quintetto ideale proposto da Mazzulla comprende Jordan Walsh e Derrick White nel backcourt, Mitchell Robinson al centro, Jayson Tatum come ala principale e Paul George come compagno di fascia. Salvo infortuni, questo gruppo ha mostrato la capacità di competere contro chiunque nella Eastern Conference. La panchina, con Payton Pritchard e Neemias Queta ha già dimostrato di poter mantenere alto il livello quando i titolari riposano.
La preseason dei Celtics: tre vittorie di fila
La stagione di prova è iniziata contro Cleveland proseguita con Philadelphia e si è conclusa con la netta vittoria su Charlotte. Il risultato finale contro i Hornets è stato 144-106 una delle più ampie margini nella pre-season. Nonostante le formazioni avversarie fossero ancora in fase di sperimentazione, la capacità dei Celtics di imporre un ritmo rapido e di chiudere i primi due quarti con un vantaggio di 18 punti ha messo in evidenza la solidità difensiva e l’attacco ben distribuito.
Le statistiche mostrano che la squadra non dipende più da un singolo fuoco. Tatum ha continuato a produrre, ma è stato il lavoro di squadra a fare la differenza. Il giovane Jordan Walsh ha dimostrato progressi notevoli, mentre Mitchell Robinson ha dominato i rimbalzi, immutato nella sua capacità di proteggere il ferro. La profondità della rosa è stata ulteriore prova del potenziale: Payton Pritchard ha gestito il ritmo quando entrato in seconda metà di partita, mantenendo la fluidità offensiva.
Tatum-George: una prima collaborazione inaspettata
Il weekend scorso, Jayson Tatum ha avuto la sua prima partita accanto a Paul George sostituendo per la notte il ruolo di Jaylen Brown. Il giovane stella, che aveva sempre visto George come modello a Duke, ha dichiarato: “È una cosa un po’ surreale”. Il rispetto per il veterano è evidente; Tatum ha ricordato di aver studiato i video di George fin dal liceo, modellando il proprio gioco su quello del futuro Hall of Famer.
Questa combinazione ha prodotto un’alchimia differente rispetto al tradizionale duo Tatum-Brown. Durante la partita contro i Sixers, George ha fornito spazi e difesa aggiuntiva, permettendo a Tatum di muoversi più liberamente. Il risultato è stato un attacco più vario e imprevedibile. Il coach Mazzulla ha già indicato l’intenzione di mantenere questa opzione “quando la salute lo permette”, considerandola una delle chiavi per affrontare una Eastern Conference sempre più equilibrata.
Con Paul George che riaccende la sua passione, un gruppo di titolari consolidato e una panchina affidabile, i Celtics si presentano come un potenziale outsider pronto a sfidare le potenze tradizionali della conference.



