La proposta avanzata dalla Federazione Internazionale (FIS) di introdurre un Campionato del Mondo aggiuntivo per le discipline FIS ha sollevato reazioni differenziate tra le federazioni nazionali. Tra i rappresentanti che hanno commentato la novità figura Diego Zueger co-CEO della federsci rossocrociata che ha espresso disponibilità a valutare l’ipotesi ma anche perplessità sull’applicazione pratica e sui tempi di attuazione.
Il nodo centrale della discussione riguarda la sostenibilità dell’idea in termini di calendario sportivo, valorizzazione commerciale e compatibilità con i diritti tv già assegnati. Zueger ha ribadito che, se ben strutturata, l’iniziativa potrebbe rappresentare un valore aggiunto per le diverse discipline, ma ha anche chiarito che l’opzione di anticipare l’avvio al 2028 incontra problemi concreti.
Dichiarazioni di Diego Zueger e valutazione dell’ipotesi
Secondo Diego Zueger l’idea di avere un Mondiale in più ogni quattro anni non equivale a una duplicazione indiscriminata degli eventi iridati: si tratterebbe, nelle intenzioni, di un’integrazione graduale e mirata del calendario. Zueger ha spiegato che la proposta «merita sicuramente di essere presa in considerazione» e che la federazione svizzera è aperta a discuterne perché, se inserita correttamente nel palinsesto, la novità potrebbe migliorare l’offerta verso sponsor e detentori dei diritti.
Il bilancio tra opportunità e rischi
All’interno del suo ragionamento, il dirigente svizzero ha evidenziato che la chiave è una pianificazione completa che comprenda la Coppa del Mondo e che consenta di mettere sul tavolo pacchetti di diritti appetibili. Solo con una visione di insieme, ha sostenuto, sarà possibile evitare sovrapposizioni che riducono il valore commerciale e l”attrattività dell’intero prodotto sportivo.
Tempistica contestata: il problema del 2028 e i diritti fino al 2029
Zueger è stato netto riguardo alla proposta di iniziare la nuova rassegna iridata già nel quadriennio 2028: «La comunicazione e la tempistica non sono state quelle corrette», ha osservato, aggiungendo che «pare che ci siano paesi interessati per ospitare un eventuale Mondiale nel 2028, ma il preavviso è troppo breve». Il problema principale, come spiegato, riguarda i pacchetti televisivi e commerciali, che sono già assegnati fino al 2029 e che rendono difficile costruire un’offerta nuova senza ridurne il valore.
Il riferimento ai diritti sottolinea una criticità organizzativa: creare un evento iridato richiede tempo per garantire infrastrutture, accordi con broadcaster e sponsor, oltre alla programmazione degli atleti. Zueger ha sottolineato che un approccio frammentato o frettoloso rischierebbe di produrre un effetto opposto a quello desiderato, diluendo l’importanza del Mondiale invece di rafforzarla.
Programmazione degli eventi iridati confermati e impatto sul calendario
Nel quadro attuale delle assegnazioni, alcune località sono già impegnate per i prossimi eventi, fattore che influisce sulle possibilità di inserire un ulteriore Mondiale a breve termine. Tra i luoghi menzionati nel contesto delle prossime stagioni figurano Narvik e Lahti per lo sci nordico, mentre lo sci alpino si recherà nuovamente in Val Gardena nel 2031 e le gare di salto, combinata nordica e sci di fondo sono programmate a Oberstdorf per lo stesso periodo. Queste assegnazioni contribuiscono a spiegare perché l’ipotesi 2028 risulti difficilmente praticabile senza una riorganizzazione ampia.
La posizione di Zueger mette in luce la necessità di accordi pluriennali e di una roadmap condivisa che consenta di offrire ai partner commerciali un prodotto chiaro e stabile. Senza questa prospettiva, l’aggiunta di un Mondiale rischia di scontrarsi con impegni già consolidati e con la complessità tecnica dell’organizzazione internazionale.



