Il Juan Carlos Ferrero ha ribadito, durante una recente intervista a bordo campo che al momento non esiste alcun piano preciso per un ritorno nel circuito professionistico a partire dal prossimo anno. Le sue parole, raccolte da Punto de Break, mostrano una certa cautela: “In quell’intervista a bordo campo sono state estrapolate alcune cose dal contesto. Se non ho detto con chi sarei tornato è perché non avevo assolutamente nulla. Al momento le cose stanno così”.
Ferrero non ha ancora definito un progetto
Il campione spagnolo ha inoltre sottolineato di sentirsi bene e di avere ancora la competizione nel sangue, ma che la decisione di ricominciare dipenderà esclusivamente da proposte che lo entusiasmino. “Sto bene, la competizione mi chiama. Al momento non ho nulla di definito, sinceramente. Tornerò solamente se mi verrà presentato qualcosa che mi entusiasmi davvero, altrimenti tornerò a stare tranquillo in Accademia”. Queste dichiarazioni suggeriscono che il suo rientro non sarà guidato da considerazioni di vendetta o da pressioni esterne, ma da una valutazione personale di stimoli competitivi.
Ferrero ha inoltre espresso il desiderio di trovare un contesto più “rilassato”, dove l’ingaggio di giovani promesse non richieda una presenza al 200% costante. “Il rapporto con Carlos è iniziato quando era molto piccolo e ha richiesto un grande investimento di tempo per completare tutti gli aspetti del gioco”. Ora, preferirebbe collaborare con un giocatore che sia più maturo dal punto di vista tecnico, così da poter concentrare le proprie energie sulla strategia anziché sulla supervisione quotidiana.
Il nome di Jannik Sinner come possibile destinazione
Le voci su un eventuale passaggio di Ferrero nello staff di Jannik Sinner sono state alimentate dall’incertezza sul futuro di Darren Cahill, attuale capo-allenatore dell’azzurro. Ferrero si è mostrato disponibile a valutare l’opportunità, ma ha voluto smontare ogni idea di ritorsione nei confronti di Carlos Alcaraz. “Le persone che seguono Carlitos vogliono il meglio per lui, quindi potrebbe dare fastidio vedermi nella squadra di Jannik. Se fosse successo un mese dopo la fine del rapporto, magari avrebbero pensato che lo facessi per vendetta o per dargli fastidio”.
Proseguendo, ha aggiunto che un eventuale ingresso a fianco di Sinner non sarebbe motivato da “volontà di disturbare Carlos”. “Il nome dovrebbe essere abbastanza irrilevante, ma se fosse Jannik so che la gente potrebbe pensare questo. Le persone devono rispettare la mia decisione e, soprattutto, se in futuro dovessi andare nella squadra di Jannik, non sarebbe mai per dare fastidio a Carlos”. L’ex coach sottolinea così che la sua scelta sarebbe guidata da stimoli professionali e dalla possibilità di lavorare con uno dei migliori talenti della generazione.
Relazione con Alcaraz e prospettive future
Ferrero ricorda che il legame con Carlos Alcaraz è iniziato quando il giovane tennista era ancora un bambini. “Ora sceglierei un giocatore che fosse un po’ più formato, giocatori che siano già più pronti e che non richiedano che tu sia ogni giorno al 200%”. Questa riflessione evidenzia la volontà di Ferrero di orientare la propria carriera verso ruoli che richiedano meno “cura micro-manageriale” e più interventi tattici. Il tecnico spagnolo è convinto che, anche senza un impegno fissato, “sicuramente si presenteranno delle opportunità, quindi spero di tornare con forza”.
La scelta finale dipenderà dalla capacità delle proposte di suscitare entusiasmo, piuttosto che da dinamiche di rivalità. Con il già sul calendario per un possibile ritorno, il futuro resta aperto, ma il rispetto per le decisioni personali è, secondo Ferrero, la chiave per una transizione serena.



