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7 Ottobre 2026

Trattativa NBA-Eurolega: rifiuto odierno e prospettive future

Eurolega dice no all’offerta NBA, ma non chiude la porta a future trattative

Trattativa NBA-Eurolega: rifiuto odierno e prospettive future

Il 6 ottobre i proprietari dei tredici club azionisti di Euroleague Basketball si sono radunati a Villa d’Este, sul lago di Como, per decidere il futuro della competizione più prestigiosa d’Europa. La riunione, promossa dal club italiano Olimpia Milano è durata circa tre ore ed è stata caratterizzata dalla discussione di un’offerta pervenuta dalla NBA con scadenza nello stesso giorno. I partecipanti, tra cui le società turche, spagnole, tedesche, francesi e greche, hanno dovuto valutare una proposta che avrebbe potuto modificare radicalmente la struttura della lega.

L’offerta inviata dalla NBA prevedeva l’acquisizione dell’attuale torneo e la sua integrazione in una nuova realtà denominata NBA Europe. Tra le condizioni imposte, la lega americana chiedeva di sospendere il progetto di conversione delle licenze decennali in franchigie permanenti, così da mantenere il modello di partecipazione attuale. I club, dopo aver analizzato gli aspetti economici e di governance, hanno comunicato un “no” formale, facendo scadere l’offerta nello stesso pomeriggio. Tuttavia, la decisione è stata accompagnata da una nota che il tavolo rimane aperto finché non verranno soddisfatte le richieste della NBA.

Il rifiuto formale e le ragioni dei proprietari

I proprietari hanno sottolineato che l’offerta economica non risultava sufficiente a compensare la perdita di autonomia decisionale. Eurolega ha infatti investito negli ultimi anni in un piano di crescita che prevede l’espansione da 20 a 24 squadre e la trasformazione dei club titolari di licenza a franchigie, un percorso già avviato con le licenze decennali dei tredici azionisti. Eliminare questo processo avrebbe significato annullare gli impegni presi con le federazioni nazionali e con gli sponsor. Inoltre, la proposta della NBA non contemplava adeguati indennizzi per i club che avrebbero dovuto rinunciare al proprio status.

Le richieste della NBA e il quadro delle franchigie

La NBA ha dichiarato che il suo progetto europeo prevede 16 squadre, di cui 12 con sede fissa, da lanciare nella stagione 2027-28. Due dei posti sono destinati all’Italia, con città ancora da definire, anche se le voci più diffuse indicano Roma e Milano. Per permettere la realizzazione di questo modello, la lega americana ha richiesto di mettere in “stand-by” la conversione delle licenze esistenti in franchigie e l’espansione programmata da Eurolega. L’offerta includeva inoltre una fee di ingresso per le nuove realtà, stimata tra 50 e 90 milioni di euro, una somma che molti club hanno ritenuto eccessiva rispetto al valore attuale della competizione.

Il percorso di franchigie e le prossime espansioni di Eurolega

Nonostante la pausa, i soci hanno confermato che il processo di trasformazione delle licenze decennali in franchigie per i tredici club – Anadolu Efes IstanbulBaskoniaCSKA MoscaOlimpia MilanoBarcellonaBayern MonacoFenerbahçeASVELMaccabi Tel AvivOlympiacosPanathinaikosReal Madrid e Zalgiris Kaunas – prosegue. La decisione di procedere è stata definita “in limbo”: le franchigie non saranno formalmente riconosciute finché non verranno firmati i nuovi accordi di governance. Parallelamente, il consiglio ha incaricato la direzione di valutare l’espansione a otto nuove società, con una tempistica prevista entro un mese per la presentazione delle candidature.

Le candidature italiane e lo scenario futuro

Per quanto riguarda l’espansione, sono state ricevute circa venti proposte vincolanti; quattro provengono dall’Italia: Virtus BolognaNapoliMaxima Roma e BC Roma. Queste realtà si contendono i posti di ingresso nella nuova fase franchigie, ma la loro selezione avverrà solo dopo la conclusione dei negoziati con la NBA. Nel frattempo, la NBA ha confermato la volontà di lanciare la competizione anche senza un accordo definitivo, prevedendo la creazione di club “greenfield” e l’utilizzo dei tornei della FIBA per assegnare gli ultimi quattro posti. La posizione di Eurolega, quindi, è quella di rallentare il proprio piano di crescita per guadagnare tempo di contrattazione, cercando di ottenere condizioni più vantaggiose sia dal punto di vista finanziario sia gestionalmente.

I club hanno deciso di proseguire con la trasformazione in franchigie e con l’espansione programmata, ma rimandano le decisioni finali in attesa di un possibile nuovo pacchetto di condizioni da parte della lega americana. Il futuro del basket europeo appare

Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.