L’ EuroLeague, la massima competizione continentale di basket sta per aprire le sue porte a quattro nuove realtà. Valencia Basket, Paris Basketball, Dubai Basketball e PAOK Salonicco sono stati individuati come i primi candidati idonei a diventare franchigie, un passo che potrebbe cambiare la geografia del torneo.
Secondo le ultime informazioni in circolazione, la decisione finale potrebbe essere comunicata nei primi giorni di novembre. Le quote d’ingresso richieste alle quattro società ammontano complessivamente a circa 300 milioni di euro un importo che si inserisce nel più ampio piano di sviluppo della Lega.
Valencia, Parigi, Dubai e PAOK: le prime franchigie confermate
Valencia Basket e Paris Basketball dovrebbero versare ciascuna una somma intorno ai 50 milioni di euro. Dubai Basketball, invece, si avvicina ai 70 milioni mentre il club greco PAOK Salonicco avrebbe l’onere più elevato, con una fee di 130 milioni. Le cifre potrebbero essere suddivise in tranche, con il primo versamento previsto a dicembre, subito dopo l’eventuale ratifica definitiva.
Le fee di ingresso
Le quote richieste non rappresentano solo un contributo finanziario, ma un investimento strategico per accedere a un mercato più ampio e a una quota dei ricavi commerciali dell’EuroLeague. Tale struttura di pagamento è stata progettata per garantire una solidità economica alle nuove franchigie fin dal loro ingresso.
Il piano decennale dell’EuroLeague: 1,2 miliardi di euro da franchigie
Il progetto pluriennale approvato dal consiglio dei 13 club azionisti prevede di raccogliere circa 1,2 miliardi di euro dalle quote di ammissione delle nuove franchigie. L’obiettivo è generare 648 milioni di euro di ricavi commerciali annuali entro il decimo anno, sostenendo la crescita della competizione e migliorando la sostenibilità finanziaria delle società partecipanti.
Finestre di espansione e 2031
Il modello di franchigie sostituirà il vecchio sistema di licenze decennali, prevedendo due momenti chiave di espansione: il e il 2031. Entro queste date, la Lega intende accogliere ulteriori club, consentendo loro di entrare nel circuito con una quota d’ingresso predefinita, parte delle 15 offerte vincolanti già pervenute per un valore complessivo di 1,2 miliardi di euro.
Altri club interessati e scenari futuri
Oltre ai quattro protagonisti, altre realtà hanno avanzato richieste di ingresso. Partizan e virtus bologna sono in trattative avanzate, ma le loro attuali condizioni finanziarie potrebbero ritardare l’adesione. Stella Rossa e Hapoel Tel Aviv sono considerati candidati per una seconda fase di selezione. Inoltre, Napoli, due nuove realtà di Roma, London Lions, Hapoel Jerusalem e Aris hanno presentato offerta, dimostrando l’ampia ambizione di espandere la presenza dell’EuroLeague in nuovi mercati.
Se l’espansione si realizzerà secondo i piani, il valore complessivo dei club titolari di licenza potrebbe più che triplicare, passando da 1,8 a 5,4 miliardi di euro entro dieci anni, mentre la valutazione della Lega stessa salirebbe da 1,4 a quasi 8 miliardi. Un salto così significativo evidenzia la centralità del modello delle franchigie nella strategia di crescita a lungo termine dell’EuroLeague.



