Il mercato estivo della Serie A Women è terminato lo scorso 21 settembre, pochi giorni prima del via campionato. Dopo settimane di trattative, i club hanno puntato soprattutto sul reparto offensivo, sperando di trasformare gli investimenti in punti sul campo. Tra i colpi più clamorosi spiccano firme da record, ritorni di stelle internazionali e giovani promesse provenienti dalle leghe più competitive d’Europa e degli Stati Uniti.
Le trattative hanno rivelato una tendenza chiara: i dirigenti non vogliono più affidarsi solo a giocatrici locali, ma puntano a rinforzare l’attacco con profili già provati a livello internazionale. Questo approccio fa emergere una nuova dinamica di gioco, in cui la capacità di chiudere le partite diventa il vero motore delle ambizioni societarie.
Como 1907: un acquisto da record e la rinascita dell’attacco
Il neoproprietário Como 1907, guidato da Selena Mazzantini e dal nuovo direttore tecnico Nils Nielsen, ha effettuato una serie di operazioni che hanno sorpreso l’intero panorama. Il colpo più costoso è stato l’acquisto di Sofie Svava ex Real Madrid, per circa 450 mila euro, la cifra più alta mai spesa per una giocatrice femminile in Italia. Accanto alla Danese, il club ha portato in rosa Emilie HaaviAgnese BonfantiniFreja Siri e Carmen Menayo creando una linea d’attacco capace di minacciare qualsiasi difesa.
Il vero punto di svolta, però, è stato il ritorno di Tessa Wullaert. La bombarda belga, ex Inter, ha totalizzato 14 reti in 22 partite nella scorsa stagione, dimostrando un istinto da killer dentro l’area. Le sue due reti nella Women’s Cup contro Milan e Como Women hanno confermato che il suo impatto sarà immediato. Con il supporto di Haavi e Bonfantini, il Como 1907 può contare su una tridente offensiva in grado di creare costanti pericoli per gli avversari.
Inter e Juventus: nuovi bomber per la corsa in Champions
L’Inter ha rivitalizzato il suo organico sia a livello tecnico che in panchina, sostituendo Piovani con Sassarini. Dopo una serie di uscite – tra cui Katie Bowen, Henrietta Csiszár e la stessa Wullaert – la squadra ha ingaggiato cinque nuove offensive: Brittany RaphinoToni PayneMichela Cambiaghi e Clarisse Le Bihan. Raphino, ex Sporting Lisbona, ha segnato 25 gol in 50 partite ed è nota per la sua presenza fisica di quasi 1,80 m. Le sue prestazioni in amichevoli, con doppietta al Como 1907 e gol contro l’Union Berlino, hanno già anticipato il suo valore per la squadra nerazzurra.
La Juventus, invece, ha puntato su un mix di esperienza e gioventù. Il club ha firmato Alba Redondo ex Real Madrid, e Lia Wälti Capitano svizzero, dopo il passaggio da Arsenal. Nonostante la stagione precedente non abbia visto le migliori statistiche di rete, Redondo porta con sé una carriera di oltre 50 gol in Europa. Oltre a questo, la Juventus ha accresciuto la rosa con Estelle CascarinoKysha Sylla e Danique Noordman creando un reparto offensivo vario, pronto a lottare per le posizioni europee.
Il punto di vista di Lia Wälti: problemi strutturali del calcio femminile italiano
Non tutti gli ingaggi hanno retto le aspettative e una delle voci più critiche è arrivata da Lia Wälti. Dopo un anno a Juventus, la centrocampista svizzera è tornata in Inghilterra, firmando per il Brighton, citando una mancanza di valorizzazione e di cultura del tifo in Italia. Secondo Wälti, gli impianti sono “buoni”, ma l’atmosfera attorno al calcio femminile è ancora carente di passione da parte dei tifosi e di investimenti concreti. Questa dichiarazione ha acceso un dibattito sulla sostenibilità del modello economico italiano, soprattutto in vista della crescente competitività delle leghe estere.
Le critiche di Wälti riflettono una realtà più ampia: nonostante i grandi investimenti in termini di trasferimenti, alcune strutture non riescono a tradurre i capitali in risultati sportivi. La mancanza di una cultura del tifo rischia di penalizzare la crescita di giocatrici di alto profilo, che potrebbero preferire ambienti più appassionati e supportivi. Il mercato estivo ha quindi mostrato una contraddizione – un afflusso di talenti internazionali affiancato da un contesto ancora in fase di consolidamento.



