In una notte che ha visto il rugby mondiale trattenere il fiato, gli All Blacks hanno scritto un nuovo capitolo nella loro leggendaria rivalità con gli Springboks. A Ellis Park sotto gli occhi di un pubblico incredulo, la Nuova Zelanda ha dominato con un 33-16 che ha ribaltato le recenti dinamiche di un confronto che molti credevano ormai appannaggio del Sudafrica.
La partita, parte di una nuova serie di quattro incontri denominata Rugby’s Greatest Rivalry ha visto gli All Blacks superare un avversario che, fino a poco tempo fa, sembrava imbattibile. Con cinque mete segnate contro una degli Springboks, la squadra di Dave Rennie ha dimostrato una resilienza e una determinazione che hanno lasciato il segno.
Un inizio esplosivo e una difesa eroica
Nei primi 40 minuti, gli Springboks hanno mostrato tutta la loro forza fisica, con cariche di Jasper Wiese che sembravano incontenibili. Tuttavia, la difesa degli All Blacks ha tenuto botta, mettendo pressione sui giocatori sudafricani e costringendoli a errori anche banali. Le mete di Jordan e Morby innescate da un bell’assist di Va’ai hanno dato alla Nuova Zelanda un vantaggio iniziale.
Gli Springboks, nonostante il dominio fisico, non sono riusciti a convertire il possesso in punti. La sola meta del Sudafrica è arrivata da Esterhuizen entrato al posto di Arendse per un colpo alla testa. Due calci di punizione di Kolbe hanno permesso agli Springboks di andare al riposo in vantaggio di un punto.
La svolta nella ripresa e il dominio degli All Blacks
La ripresa ha visto il sorpasso decisivo della Nuova Zelanda, con la meta di Holland che ha messo pressione su Grant Williams alla base della ruck. Il calcio intercettato davanti ai pali del Sudafrica ha portato alla meta che ha cambiato il corso della partita. Gli All Blacks hanno continuato a dominare, nonostante le difficoltà in mischia e una touche tutt’altro che impeccabile.
La reazione degli Springboks è stata feroce ma sterile. Quattro calci di punizione consecutivi guadagnati dai padroni di casa a un passo dalla linea avversaria non hanno portato alcun punto. Al 57’ gli All Blacks hanno sfiorato la quarta meta con un contrattacco per tutta la lunghezza del campo condotto da McKenzie salvato in extremis da Willemse. Tuttavia, sulla successiva mischia a cinque metri, Jacobson ha sfondato dopo una prima incursione di Savea.
Il colpo del KO e la fine della partita
Il colpo del KO è arrivato a dieci minuti dalla fine, sull’ennesimo contrattacco neozelandese. Un fallo di Van Staden ha costato al flanker sudafricano il cartellino giallo, seguito dall’espulsione temporanea di Reinach per un’in avanti volontario. Con il Sudafrica in 13 la quinta meta di Jordan innescata da un passaggio intelligente di Savea ha sigillato la vittoria degli All Blacks.
La Greatest Rivalry promette ulteriori pagine epiche. Per il Sudafrica, una bella sveglia che li obbliga a uscire dalla comfort zone di una superiorità che pareva conclamata. Gli All Blacks, con questa vittoria, hanno dimostrato che la loro leggenda è lungi dall’essere finita.



