È evidente che Nico Williams non sta ancora esprimendo tutto il suo potenziale. La sua disponibilità, le statistiche e le sue stesse parole in conferenza stampa dopo la partita contro il Real Oviedo lo confermano. La pubalgia continua a dargli fastidio, limitando la sua performance quotidiana.
Tuttavia, sia Valverde che i suoi compagni di squadra sanno quanto possa essere decisivo un attimo di brillantezza da parte dell’esterno. Ad esempio, contro gli asturiani, il suo talento ha portato a una vittoria. La squadra basca ha creato opportunità sufficienti, ma l’unico gol che ha segnato è stato frutto di una sua invenzione.
Anche se Nico è coinvolto in molte azioni, il suo impatto sembra essersi ridotto, nonostante i suoi tentativi. Quando prende palla, però, le difese avversarie tendono a indietreggiare. Domenica ha segnato il suo secondo gol della stagione, il primo durante il gioco effettivo, dato che non riusciva a segnare dal 17 agosto, quando ha trasformato un rigore contro il Siviglia.
Questa rete è stata liberatoria per l’Athletic, che ha conquistato tre punti, e per Nico, che ha fatto esplodere il pubblico di San Mamés con l’urlo “Nico, Nico”. La presenza del giocatore navarrese migliora le performance generali della squadra. I numeri parlano chiaro: ha saltato sette partite su sedici in questa stagione, quattro in liga e tre in Champions, a causa di un infortunio subito con la Spagna e dei problemi legati alla pubalgia. In queste occasioni, il bilancio è di un pareggio (contro il Girona) e sei sconfitte (Alavés, Arsenal, Valencia, Villarreal, Dortmund e Newcastle). Al contrario, con Nico in campo, il risultato cambia drasticamente: sei vittorie, un pareggio e due sconfitte. Il numero 10 dell’Athletic è riuscito a partire titolare solo sei volte in questa stagione e ha completato soltanto la partita contro il Getafe.
Contro l’Oviedo, Nico Williams è rimasto in campo per 72 minuti prima di chiedere il cambio. Ha realizzato due azioni incisive nell’area avversaria, ma il suo corpo ha ceduto. Questa è una difficoltà con la quale deve confrontarsi. Ha ammesso che potrebbe costringerlo a saltare alcune partite. Per ora, continua a seguire un trattamento conservativo; con Sancet ha funzionato senza dover ricorrere all’intervento chirurgico. Ha dichiarato: “È un infortunio che ti impedisce di essere te stesso, non sai mai come ti sveglierai”. Monitorando da vicino Nico Williams, si nota che calibra con attenzione i suoi movimenti in campo, soprattutto quando non ha la palla, presumibilmente per non sovraccaricare la zona interessata e rimanere nelle migliori condizioni durante le fasi finali delle partite.
Nei prossimi giorni avrà un momento di pausa, non essendo stato convocato dalla nazionale spagnola. Non era stato richiamato nemmeno nella finestra precedente, quando ha seguito un programma specifico a Lezama per gestire le sue energie. Tutto ciò serve per farlo essere pronto per la serie di partite cruciali di fine novembre e dicembre che attende l’Athletic. In totale, affronteranno nove incontri tra Liga, Champions e Coppa, con avversari di alto livello come Barça, Real Madrid, Atlético e PSG.
La non convocazione con la Spagna gli permetterà di recuperare e affrontare al meglio le sfide impegnative che si avvicinano. Nico Williams deve affrontare questa tediosa situazione, sperando che il trattamento funzioni e il dolore diminuisca. È consapevole che ci saranno momenti di alti e bassi, ma desidera essere pronto per Valverde, senza aggiungere un altro “leone” a una già affollata infermeria. È evidente che anche una parte di Nico può avere un grande impatto su un Athletic che fatica a segnare.
Nell’ultima partita, la svolta è stata il passaggio da un potenziale pareggio a reti inviolate a una vittoria per 1-0, permettendo così di rientrare nella corsa per l’Europa.

