Mentre il mondo è concentrato sui Mondiali di calcio l’Italia sta affrontando una crisi silenziosa ma devastante: gli incendi boschivi. Da gennaio a metà giugno, sono andati in fumo quasi 10.000 ettari di terreno, un’area equivalente a 13.368 campi da calcio. Questi dati, raccolti nel rapporto Italia in fumo 2026 dipingono un quadro allarmante della situazione.
La nuova geografia degli incendi
Tradizionalmente, le regioni del sud erano le più colpite dagli incendi estivi. Tuttavia, nel 2026, la situazione è cambiata. Piemonte e Liguria sono ora tra le aree più a rischio. In Piemonte, sono bruciati 355 ettari contro i 23 ettari del 2026, mentre in Liguria la superficie bruciata è stata di 386 ettari contro i 97 ettari dello scorso anno. Anche la Toscana ha subito gravi danni, con 623 ettari bruciati solo nel mese di maggio nella provincia di Lucca.
Nel sud, la Sicilia e la Calabria rimangono le regioni più colpite, con rispettivamente 4.769 ettari e 1.543 ettari bruciati. Seguono CampaniaPuglia e Sardegna con danni significativi. Tra le province più colpite, spiccano ImperiaTorino e Vercelli nel nord, e AgrigentoTrapani e Reggio Calabria nel sud.
Le cause e le proposte per il futuro
Le cause degli incendi sono principalmente antropiche con un contributo significativo della crisi climatica. Le alte temperature e la siccità intensificano i rischi, rendendo gli incendi più frequenti e devastanti. Per contrastare questo fenomeno, Legambiente ha avanzato 14 proposte al governo, tra cui il miglioramento del coordinamento istituzionale, l’integrazione delle strategie di adattamento con la pianificazione forestale e il finanziamento della prevenzione.
Altre proposte includono l’adozione del pascolo prescritto per la prevenzione degli incendi, il coinvolgimento dei cittadini, la garanzia di dati statistici aggiornati e l’adozione del catasto delle aree percorse dal fuoco. Inoltre, si suggerisce di favorire il ripristino ecologico, integrare la pianificazione urbanistica, potenziare i presidi e aumentare l’efficacia di spesa dei finanziamenti regionali.
Le sanzioni e la burocrazia
Per rendere più efficace la lotta agli incendi, è necessario snellire la burocrazia, rafforzare le sanzioni e aggiornare le linee guida per i Piani AIB delle aree protette nazionali. Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, sottolinea che la prevenzione rappresenta l’unica vera difesa efficace contro gli incendi boschivi insieme alla cura del bosco e al contrasto all’abbandono colturale e gestionale delle campagne.
L’impatto globale degli incendi
Gli incendi non sono un problema solo italiano. Anche in Canada la città di Toronto è stata soffocata dal fumo degli incendi boschivi, con un impatto significativo sulla qualità dell’aria. Il fumo si è diffuso anche nel nord-est degli Stati Uniti provocando allerte sanitarie e condizioni di respirazione complessa. Il governo canadese ha tirato le somme sugli incendi del 2026, evidenziando che le temperature più calde del normale hanno reso le fiamme più probabili.
In Europa, la situazione non è migliore. Tra il 1° gennaio e l’8 luglio 2026, l’Unione Europea ha registrato 1.079 incendi contro una media di 476 nello stesso periodo degli ultimi vent’anni. Il Mediterraneo rimane la regione europea più esposta al fenomeno, con incendi di interfaccia che hanno già causato vittime in Portogallo e Grecia negli anni precedenti.
È fondamentale agire con urgenza per prevenire e contrastare questo fenomeno, adottando misure concrete e coordinate a livello nazionale e internazionale.



