L’inverno 2025/26 si è chiuso con 25,7 milioni di giornate sci in tutta la Svizzera. Nonostante un calo del 2,3% rispetto al record dell’anno precedente, il risultato rappresenta il +9,7% sulla media quinquennale, rendendo questa stagione la seconda migliore degli ultimi dieci anni.
Distribuzione delle giornate per quota e dimensione delle stazioni
Le performance sono state molto eterogenee a seconda dell’altitudine e della capacità delle località. Le stazioni comprese tra 800 e 1 000 metri hanno registrato un aumento medio di affluenza, mentre quelle tra 1 000 e 1 200 metri hanno subito un forte calo, correlato a scarse nevicate. Le località oltre i 1 200 metri hanno mantenuto, o leggermente migliorato, i flussi rispetto all’inverno precedente.
Solo l’11% delle stazioni ha raggiunto il record delle giornate degli ultimi vent’anni, mentre 12 dei 175 comprensori sono rimasti chiusi per tutta la stagione a causa di condizioni di neve sfavorevoli.
Le grandi stazioni e il loro peso nell’economia sciistica
Le impresse con più di 250.000 giornate sci a stagione, che costituiscono il 18% delle società impianti svizzere, hanno registrato un lieve incremento di affluenza. Pur rappresentando una piccola percentuale di impianti, queste generano il 79% del totale delle giornate sci.
Il Vallese emerge come la regione più produttiva (36% delle giornate), con una crescita dell’1,2% rispetto all’inverno precedente. Anche le Alpi Vodesi e il cantone di Friburgo, trainate dal Magic Pass hanno mostrato segnali positivi, rispettivamente +1,3% e +15,1% sulla media quinquennale.
Al contrario, Giura e Ticino, dove le stazioni sono prevalentemente di piccole dimensioni e l’impianto di innevamento è limitato, hanno sperimentato flussi molto volatili, strettamente legati alle variazioni climatiche.
Ricavi, prezzi e impatto del clima
Il fatturato complessivo degli impianti sciistici svizzeri si è attestato a 895,8 milioni di franchi con una diminuzione dello 0,7% rispetto all’inverno precedente. La riduzione è stata attribuita a un calo dei visitatori, a una maggiore penetrazione degli skipass stagionali e a sistemi di tariffazione dinamica, che riducono il prezzo medio per giornata a 37,65 CHF (+1,6%).
Tra le singole località, Zermatt ha guidato la classifica con un fatturato di 78 milioni di franchi, seguita da Davos con 54 milioni. Entrambe hanno registrato più di 1 milione di giornate sci Zermatt 1,539 M, Arosa Lenzerheide 1,418 M, Davos 1,337 M, Verbier 1,276 M, St. Moritz 1,182 M, Jungfrau 1,085 M e Adelboden 1,062 M.
Le condizioni climatiche hanno mostrato una notevole variabilità. L’inverno è stato il sei-esimo più caldo dal 1864, con temperature medie superiori di 1,6 °C rispetto alla media trentennale, e precipitazioni al 70% della norma. Le prime settimane hanno sofferto di scarsa neve, ma febbraio e marzo hanno compensato con nevicate più consistenti.
La durata media della stagione è stata di 83 giorni un giorno in più rispetto alla stagione precedente e il 2% sopra la media quinquennale. Nei 62 comprensori più produttivi, che rappresentano il 95% delle giornate sci, la durata media è salita a 130 giorni.
Turismo interno, internazionale e prospettive estive
Il turismo internazionale è cresciuto notevolmente, mentre gli sciatori svizzeri hanno rappresentato solo il 61% delle giornate, il valore più basso dell’ultimo decennio. Il Vallese ha registrato la più alta internazionalizzazione (50% di visitatori stranieri). I principali mercati esteri sono la Germania (11,7% delle giornate), il Regno Unito e gli Stati Uniti, quest’ultimo con il 3,3% diventando il quarto mercato più importante.
I pernottamenti hanno raggiunto il miglior risultato degli ultimi 15 anni, grazie soprattutto alla crescita della clientela straniera. L’estate successiva ha poi registrato un record di affluenza, con un aumento del 7% rispetto al 2025 e del 27% sulla media quinquennale, sostenuta da temperature elevate, giornate di sole e un’offerta turistica itinerante ampliata, particolarmente apprezzata dai visitatori nord-americani.



