Nella sesta tappa del Tour Auvergne-Rhône-Alpes una fuga corposa ha dettato legge: partendo da Saint-Vulbas e dopo 182.3 km di gara la frazione si è decisa sulla salita finale di Crest-Voland. Già nelle prime battute, dopo soli 6 kmsi è formata una fuga che ha coinvolto 60 dei 135 partenti, cifra che ha finito per pesare sullo sviluppo della tappa e sulla classifica generale.
Il gruppo di testa comprendeva corridori con ambizioni di classifica, tra cui Luke Tuckwell (a 1’03” dalla maglia gialla virtuale prima della tappa), Bruno Armirail (1’20”) e Guillaume Martin (1’51”). La fuga è diventata rapidamente la situazione chiave della giornata, e l’evoluzione dei distacchi ha costretto le squadre a ripensare tattiche e risorse.
La genesi e lo sviluppo della fuga fino all’avvicinamento alla Côte d’Héry-sur-Ugine
La fuga è stata la mossa determinante: tra i 60 battistrada spiccava la presenza di formazioni con più unità, come la Tudor che contava fino a cinque uomini in avanscoperta. Il distacco è salito fino a cinque minuti prima dell’approccio alla doppia salita finale, situazione che ha costretto team come la Decathlon CMA CGM a organizzare un inseguimento. La gestione della forza lavoro è risultata cruciale: Decathlon ha richiamato i compagni ritrovatisi nella fuga al servizio del lavoro in gruppo, ma alla fine il contributo dei gregari non è bastato a stroncare l’azione.
Effetti sul gruppo maglia gialla e prime decisioni tattiche
Dal gruppo di inseguitori la reazione è arrivata in ritardo: la EF Education-EasyPost ha provato a limitare i danni per proteggere il proprio leader, ma il margine dei fuggitivi è rimasto significativo fino all’attacco finale. La presenza di corridori già competitivi in classifica significava che la fuga non era solo per la tappa, ma anche con possibili ripercussioni sulla generale.
Crest-Voland: attacchi, selezione e la volata decisiva
Sull’avvicinamento alla salita conclusiva la fuga si è smembrata: sulla Côte d’Héry-sur-Ugine il gruppo dei battistrada si è ridotto, con perdite importanti (tra le quali la caduta che ha coinvolto Joshua Tarling della Netcompany INEOS ai -80 km). Sulla successiva ascesa verso Crest-Voland è iniziata la fase clou. Ai -5 km Georg Steinhauser ha provato a forzare il ritmo, ma la mossa decisiva è arrivata a -4 quando Maxim van GilsPablo Torres e Tobias Halland Johannessen hanno preso l’iniziativa.
Luke Tuckwellpresente nella fuga, è rientrato sul gruppo di testa ai -3 km e si è messo a tirare con duplice intento: favorire le chances di vittoria di Van Gils e consolidare la propria posizione in classifica generale. A un chilometro dal traguardo Pablo Torres ha ceduto; negli ultimi 200 metri Tuckwell ha continuato a spingere, poi la volata tra Van Gils e Johannessen ha premiato il belga di Red Bull-BORA-Hansgrohe.
Tempi e piazzamenti della tappa
Al traguardo Maxim van Gils ha preceduto Tobias Halland Johannessen; Luke Tuckwell è arrivato a 6″ e ha conquistato la nuova maglia gialla. Gli uomini rimasti della fuga hanno completato la top 19, mentre dal ventesimo posto in poi si sono rimescolati i big della classifica generale.
Gli sviluppi in classifica e le mosse dei protagonisti in salita
Dietro i fuggitivi la giornata è stata caratterizzata da attacchi per la generale. Paul Seixas ha lanciato la sua azione a 5 km dalla vetta: dietro di lui hanno tenuto la ruota Isaac Del Toro e Matteo Jorgensonma ai -3 l’americano è stato costretto a cedere terreno. La Decathlon ha impostato il lavoro in funzione dell’attacco di Seixas, che ha poi guadagnato terreno sulla maggior parte degli avversari di classifica.
Del Toro e Seixas sono giunti insieme al traguardo con un ritardo di 3’15” dai vincitori, ottenendo però guadagni su alcuni diretti rivali: +13″ su Jorgenson, +22″ su Mattias Skjelmose e Juan Ayuso, e +1’32” su Kévin Vauquelin. La nuova classifica vede ora Tuckwell al comando con 1’12” su Armirail, 2′ su Martin e 2’34” su Jorgenson; Seixas è settimo a 3’06”.
Domani la settima tappa porterà la carovana verso La Bridoire–Grand Colombier su 133.6 km con sei GPM e un finale di 8.4 km all’10.2%: uno scenario in cui la classifica potrà nuovamente subire scosse importanti e dove corridori come Seixas proveranno a sfruttare il terreno per recuperare tempo.



