La settima edizione della Mixed Relay si è svolta a Montréal, in Canada, nel quadro dei Mondiali di ciclismo del 2026. Dopo due stagioni di bronzi e un argento, la nazionale italiana ha finalmente rotto il soffitto, conquistando il primo titolo iridato nella storia di questa disciplina. Una vittoria che chiude una settimana intensa, durante la quale gli azzurri avevano già aggiudicato medaglie individuali nella cronometro élite e under-23.
Il risultato finale è stato di 51’32″28 con una velocità media di 47,2 km/h. Il tempo ha messo l’Italia otto secondi davanti alla Francia e quasi venti davanti alla Svizzera che si è aggiudicata il bronzo. Un margine netto, nonostante l’intenso finale francese, che ha accorciato il distacco negli ultimi chilometri senza riuscire a rimontare.
Il contributo decisivo dei tre uomini
Il primo segmento della staffetta è stato affidato al trio maschile formato da Filippo GannaMatteo Sobrero e Mattia Cattaneo. Partiti subito in quarta posizione, i tre hanno trovato un ritmo serrato, culminato in un tempo di 24’23″86 al primo cambio, il più veloce tra le nazionali in gara. Grazie a un lavoro di squadra impeccabile, hanno creato un vantaggio di 11,30 secondi sulla Francia e di 12,21 secondi sull’Australia, gettando le basi per la fase finale.
Strategia e gestione del ritmo
Il loro approccio è stato quello di mantenere una cadenza costante, evitando spruzzi di potenza che avrebbero potuto aumentare il consumo energetico. Ganna già campione olimpico, ha svolto il ruolo di “trainatore in volo”, impostando una velocità stabile che ha permesso a Sobrero e Cattaneo di fare il pieno di energia per le ultime bottiglie. Questo ha permesso all’Italia di entrare nella fase femminile con un cuscinetto solido.
Le donne consolidano il vantaggio
Il secondo blocco ha visto scendere in pista Elisa Longo BorghiniVittoria Guazzini e Monica Trinca Colonel. Sotto la pressione delle rivali francesi, hanno mantenuto il passo imposto dagli uomini, non concedendo alcun spazio di manovra. Al quarto intertempo il vantaggio sull’Australia era salito a 13,83 secondi mentre quello sulla Francia aveva raggiunto 16,18 secondi. Nei tratti finali, la Francia ha accorciato la distanza, ma le azzurre hanno risposto con un crescendo di potenza che ha chiuso la gara senza sorprese.
Momento decisivo e reazione
Nel tratto conclusivo, Longo Borghini ha ricordato il peso emotivo della gara, dichiarando che potrebbe essere “l’unica maglia iridata che vincerà nella sua vita”. Il suo entusiasmo ha infuso energia nelle compagne, che hanno mantenuto la linea di partenza alla velocità di 47,266 km/h. Il risultato è stato un taglio netto: 51’32″28 contro i 51’40″87 dei francesi.
Le reazioni dei protagonisti e la visione della squadra
Al termine del podio, Elisa Longo Borghini ha espresso la gioia di aver finalmente una maglia iridata, sottolineando la forza del gruppo: “Ho partecipato a tanti Mondiali e sono spesso salita sul podio ma questa è la mia prima maglia iridata e mi dà i brividi”. Filippo Ganna ha omaggiato il team, definendolo “speciale” e ha ricordato il percorso della stagione: “Dall’inizio ci siamo fissati questo obiettivo, è stata una grande soddisfazione”.
Il commissario tecnico Marco Villa ha evidenziato la sinergia tra i due blocchi: “I due gruppi maschile e femminile si sono spalleggiati per tutta la settimana, scambiandosi consigli e migliorando la preparazione”. Anche il responsabile della Federciclismo, Cordiano Dagnoni ha ribadito l’importanza dell’impresa: “È un oro che inseguivamo da anni, dimostra la qualità dei nostri atleti”. Infine, il team manager Elia Viviani ha concluso che la squadra ha dato il massimo e ora si prepara per le prossime sfide su strada.



