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28 Settembre 2026

Slovacchia ricorre a un massaggiatore per salvare la quota olimpica

Un massaggiatore si trasforma in corridore per i Mondiali di ciclismo

Slovacchia ricorre a un massaggiatore per salvare la quota olimpica

Vladimír Kováčik, 28 anni, lavora quotidianamente come massaggiatore all’interno di una squadra professionista di ciclismo. Come nella maggior parte dei professionisti del recupero sportivo, il suo passato è da ciclista: l’ultima gara disputata risale al 2017, quando sembrava aver chiuso il suo percorso agonistico.

Quasi dieci anni dopo, il destino ha bussato di nuovo alla porta di Kováčik. Il 27 settembre, durante i Campionati mondiali tenuti a Montréal, la nazionale di Slovacchia si è trovata di fronte a una situazione critica: numerosi corridori erano indisponibili a causa di infortuni e malattie, e le liste d’iscrizione erano già state chiuse.

L’emergenza dell’ultimo minuto nella squadra slovacca

Con la necessità di presentare almeno un atleta in gara – un requisito indispensabile per accumulare punti olimpici e garantire la partecipazione alle Olimpiadi del 2028 – la federazione ha dovuto cercare una soluzione rapida. Kováčik, già presente a Montréal per il suo ruolo di massaggiatore possedeva i requisiti minimi richiesti per una licenza agonistica, grazie alla sua esperienza pregressa da corridore.

Il ruolo di Kováčik come massaggiatore e la sua esperienza da corridore

Nonostante la sua attuale occupazione, Kováčik non aveva abbandonato del tutto la preparazione fisica: “Forma? Quale forma? Mi sono allenato un po’, ma come un amatore”, ha dichiarato durante la conferenza stampa pre-gara. Il suo addestramento, pur non essendo professionale, gli aveva permesso di sostenere uno sforzo di livello agonistico, almeno per entrare in pista.

La gara a Montréal e la decisione di partecipare

La prova maschile dei Mondiali si è svolta su un percorso di 270 km, con migliaia di metri di dislivello e una seconda metà a circuito. Sono partiti 184 ciclisti, ma al traguardo ne hanno tagliati solo 58, a causa dell’estrema difficoltà del profilo e del ritmo sostenuto. Kováčik è stato inserito all’ultimo minuto e, dopo aver percorso circa 100 km, si è allontanato dal gruppo principale.

Il ritiro precoce e le dinamiche della corsa

A circa 170 km dal traguardo, Kováčik ha deciso di abbandonare la gara. La decisione è stata dettata da due fattori: la necessità di limitare il numero di corridori sul circuito, per ragioni di sicurezza, e il suo stato di forma non ottimale. Il suo ritiro è avvenuto tra i primi, ma il semplice fatto di essere stato presente ha consentito alla Slovacchia di totalizzare i punti richiesti per continuare la corsa verso gli Olimpiadi.

Questa storia singolare mette in luce quanto il ciclismo possa richiedere soluzioni inaspettate, dove una figura di supporto come il massaggiatore può divenire protagonista. Sebbene Kováčik non abbia conquistato alcun podio, la sua partecipazione ha garantito alla squadra slovacca un risultato cruciale per il futuro sportivo nazionale.

Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.