Il Campionato Europeo 2026 si è concluso con una scena memorabile sulle strade di Šenčur vicino a Ljubljana. Il veterano sloveno Primož Roglič all’età di 36 anni, ha aggiunto alla sua ricca bacheca di vittorie un titolo continentale nella disciplina contro il tempo, aggiudicandosi la maglia d’oro davanti a un pubblico festoso.
Il percorso di 22,11 km, pensato per mettere alla prova sia la capacità di scalata che la resistenza aerobica, ha rappresentato la sfida perfetta per un corridore dal profilo versatile. La prima metà, caratterizzata dalla salita di Možjanca ha richiesto una potenza esplosiva, mentre la seconda frazione ha premiato chi è riuscito a mantenere la velocità sostenuta fino al traguardo.
Il profilo tecnico della cronometro di Šenčur
La gara è iniziata con un percorso piuttosto rapido, ma la presenza della salita di Možjanca ha introdotto un elemento di difficoltà decisivo. Il punto di intermezzo, situato in cima alla salita, è stato il luogo dove i primi tempi hanno cominciato a distinguersi. Lì, il francese Bruno Armirail ha stabilito il miglior tempo intermedio, superando di tre secondi il precedente riferimento.
Alcuni dei favoriti, come Ilan Van Wilder e Stefan Küng hanno mostrato buone prestazioni, ma le condizioni della pendenza li hanno penalizzati in maniera marcata, facendo emergere il valore della gestione della salita rispetto alla pura potenza.
Svolgimento della gara: dalla partenza di Roglič al traguardo
Quando è partito Primož Roglič la sua presenza ha immediatamente cambiato la dinamica della corsa. Sulla cima della Možjanca il corridore sloveno ha registrato un tempo intermedio 13 secondi più veloce di Armirail, creando un vantaggio considerevole rispetto a concorrenti come Jakob Söderqvist (35 s) e Stefan Küng (30 s).
Nonostante il capo d’onda, Armirail non si è lasciato intimidire. Ha gestito magistralmente la seconda parte della prova, mantenendo una velocità costante e chiudendo con 28’23” migliorando di ben 22 secondi il miglior tempo precedente di Maxime Decomble. Roglič, invece, ha disputato gli ultimi chilometri con una determinazione quasi disperata, riducendo il suo vantaggio a sette secondi al traguardo.
Il problema tecnico di Roglič
Durante la sua attivazione, il ciclista ha segnalato la perdita della radio di bordo dopo il primo chilometro. Senza feedback elettronico, ha dovuto affidarsi esclusivamente alle proprie sensazioni fisiche, una situazione insolita che ha aggiunto tensione al conteggio finale. Roglič ha dichiarato che, nonostante la mancanza di dati in tempo reale, ha dato “tutto me stesso” per difendere il vantaggio costruito sui tratti più impegnativi.
Classifica finale e ripercussioni sulla stagione
Il cronometro si è chiuso con Roglič sul podio d’oro, 7 secondi davanti a Armirail, che ha dovuto accontentarsi dell’argento. Il giovane francese Maxime Decomble 21enne al suo primo anno da professionista, ha strappato la medaglia di bronzo, terminando a 29 secondi dal vincitore.
Il resto della classifica ha visto Ilan Van Wilder al quarto posto a +33 secondi, seguito da Stefan Küng (+35 s) e da Kasper Asgreen in sesto. L’Italia si è rappresentata con Marco Frigo che ha concluso settimo a 55 secondi dal leader, dimostrando una buona forma in vista delle prossime competizioni di stagione.
Questa vittoria rappresenta il primo titolo continentale di Roglič in una cronometro, completando un palmarès che comprende un Giro, quattro Vuelta, una medaglia d’oro olimpica e numerose tappe su altri grandi gironi. Il risultato arriva a pochi giorni dal settimo posto di Roglič nella prova in linea, dove il campione europeo in carica Remco Evenepoel ha sacrificato la partecipazione per concentrarsi sulla Giro di Lombardia. L’assenza di Filippo Ganna due volte campione del mondo nella specialità, ha rese la competizione più aperta, ma il palmares di Roglič ha dimostrato ancora una volta la sua capacità di emergere nei momenti più critici.



