Il governo italiano ha lanciato un’iniziativa innovativa per promuovere la mobilità sostenibile e accessibile: il noleggio sociale a lungo termine di autoveicoli a basse emissioni. Questo programma, previsto dal DPCM Automotive è stato presentato dal ministro Adolfo Urso e dal presidente dell’Automobile Club d’Italia, Geronimo La Russa, con l’obiettivo di rinnovare il parco auto circolante e garantire a tutti l’accesso a una mobilità sicura ed efficiente.
L’iniziativa è rivolta a chi possiede un’auto molto vecchia e inquinante, ma non ha le risorse economiche per sostituirla con un mezzo nuovo. Grazie al noleggio sociale, sarà possibile noleggiare un’auto di ultima generazione a un canone calmierato, contribuendo così a ridurre l’inquinamento e migliorare la sicurezza stradale.
I requisiti per accedere al noleggio sociale
Per partecipare al programma di noleggio sociale, è necessario soddisfare alcuni requisiti specifici. Innanzitutto, è richiesto un ISEE inferiore a 30.000 euro. Inoltre, è obbligatoria la rottamazione di un veicolo omologato fino a Euro 4, posseduto da almeno 12 mesi. Questo significa che il programma è pensato esplicitamente per chi oggi circola con un’auto vecchia e la vuole sostituire con un mezzo più moderno e meno inquinante.
Le auto oggetto del noleggio devono essere nuove, immatricolate in Italia, appartenenti alla categoria M1 (le comuni autovetture), omologate almeno Euro 6 e con emissioni di CO₂ non superiori a 135 grammi per chilometro. Il contratto di noleggio ha una durata minima di 36 mesi e prevede un canone di 100 euro al mese, IVA inclusa, con un limite di percorrenza di 12.000 chilometri l’anno.
I vantaggi del noleggio sociale
Il noleggio sociale offre numerosi vantaggi, sia per i cittadini che per l’ambiente. Per i cittadini, rappresenta un’opportunità per accedere a un’auto nuova senza dover affrontare l’acquisto o un finanziamento tradizionale. Inoltre, al termine dei tre anni, chi ha aderito al programma potrà anche acquistare il veicolo, beneficiando di uno sconto del 10% sul valore di mercato.
Per l’ambiente, il programma contribuisce a ridurre l’inquinamento e migliorare la sicurezza stradale. Secondo il ministro Urso, il 70% delle risorse è stato destinato al rafforzamento della filiera produttiva, attraverso gli Accordi per l’innovazione e i mini Contratti di sviluppo. Questo significa che il governo sta investendo in tecnologie più pulite e sicure, promuovendo una mobilità più sostenibile e alla portata di tutti.
Come presentare la domanda
Le domande di adesione potranno essere presentate attraverso uno sportello telematico dedicato, ancora in via di definizione. Le graduatorie saranno formulate seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle richieste, quindi conviene attivarsi non appena il portale sarà disponibile.
Il programma sperimentale resterà attivo fino al 30 giugno 2030. In base ai risultati, il governo ha annunciato l’intenzione di ampliarne le risorse e renderlo strutturale. Questo significa che, se il programma avrà successo, potrebbe diventare una misura permanente per promuovere la mobilità sostenibile e accessibile.


