Dopo un’attesa di 45 anni Madrid torna a essere protagonista della Formula 1 con un circuito tutto nuovo: il Madring. Questo tracciato, lungo 5,4 chilometri e caratterizzato da 22 curve promette di mettere alla prova sia le macchine che i piloti con la sua geometria complessa e le sue sfide tecniche.
Il ritorno della Formula 1 a Madrid è un evento storico, soprattutto se si considera che l’ultima gara nella capitale spagnola risale al 1981 quando il Gran Premio si tenne sul circuito di Jarama a circa 30 chilometri dalla città. Dopo un periodo di assenza, la Spagna ha continuato a ospitare il Gran Premio, ma le sedi sono state Jerez e Barcellona dove i circuiti erano considerati più moderni e adatti alle esigenze della Formula 1.
Il Madring: un circuito ibrido e tecnico
Il Madring è un circuito ibrido che combina strade pubbliche con sezioni di pista vera e propria. Con le sue 22 curve di cui 10 a velocità comprese tra 200 e 300 km/h il tracciato promette di essere una delle sfide più impegnative della stagione. La curva numero 12 chiamata Monumental è una parabolica lunga 550 metri con un’inclinazione di oltre 13 gradi.
La Monumental ha già fatto parlare di sé, soprattutto per la sua visuale impressionante. I piloti di Formula 3 che l’hanno provata hanno descritto un’esperienza unica: «Con la Monumental hai una visuale così ampia dell’inclinazione che sembra non finire mai. La prima volta che la affronti, la vedi salire praticamente dritta verso il cielo e hai la sensazione che, da un momento all’altro, potresti volare fuori dalla pista», ha dichiarato lo spagnolo Bruno del Pino.
Le sfide del Madring per piloti e macchine
Il Madring è stato descritto come un circuito old school con dossi, avvallamenti, salite e discese che ricordano i tracciati del passato. Questo lo rende un circuito ostico sia per le macchine che per i piloti, che dovranno affrontare curve ad alta velocità e sezioni molto tecniche. La curva 10 e la curva 11 ad esempio, sono due sezioni ad alta velocità nelle quali ci si avvicina molto ai muretti.
Durante le sessioni di prova di Formula 3 e Formula 2 ci sono stati tre incidenti e due bandiere rosse che segnalano l’interruzione di una gara. Questi episodi hanno sollevato dubbi tra piloti e appassionati riguardo ai sorpassi e al rischio di interruzioni durante la gara.
Madrid e la Formula 1: un progetto decennale
Madrid è riuscita a spuntarla sulla lunga lista di città candidate a ospitare un Gran Premio perché ha saputo offrire alla Formula 1 un progetto decennale sostenibile e per certi aspetti entusiasmante. Come ha spiegato un dirigente coinvolto nell’organizzazione del Gran Premio di Spagna: «Come una stazione sciistica deve offrire intrattenimento per il dopo-sci, così un circuito deve offrire un buon intrattenimento dopo la gara».
Madrid, con la sua solida cultura sportiva soprattutto nel calcio e nel basket e i suoi ottimi servizi di trasporto pubblico è in grado di offrire un’esperienza unica ai tifosi. Ci vuole meno di mezz’ora per raggiungere il centro città dal circuito, rendendo la gara accessibile e coinvolgente per tutti.
Il Gran Premio di Spagna a Madrid durerà 57 giri e inizierà domenica alle 15:00. La gara sarà trasmessa in diretta su Sky o NOW o in differita alle 18:00 su TV8 in chiaro.



