Il Motomondiale chiude il weekend del 22 ottobre 2026 con un addio significativo a Phillip Island, situata nello stato di Victoria nell’Oceano Pacifico. Dopo anni di gare memorabili, il tracciato perderà dal prossimo anno il ruolo di sede del Gran Premio d’Australia. Phillip Island è celebre per il suo layout veloce e fluido, ma la sua reputazione è temperata dalle variabili condizioni atmosferiche che spesso hanno trasformato le corse in veri e propri test di coraggio.
Cielo variabile: dal sole di venerdì alla pioggia di sabato
Secondo le previsioni di , il venerdì sarà caratterizzato da un cielo limpido, offrendo condizioni ideali per le prove libere. Tuttavia, l’attività atmosferica cambia radicalmente la sera successiva: il sabato è destinato a essere dominato da piogge intense e persistenti, con possibilità che le precipitazioni continui per l’intera durata delle sessioni di qualificazione e dello sprint. Gli organizer hanno già attivato i protocolli per gestire un tracciato bagnato, ma l’incertezza rimane alta, soprattutto per i tempi di qualifica dove l’aderenza è cruciale.
Conseguenze per le sessioni di qualificazione e sprint
Una pista scivolosa impone ai piloti di rivedere le impostazioni di sospensioni e pneumatici, privilegiando mescole più morbide per massimizzare l’aderenza. Le qualifiche rischiano di diventare una gara contro il tempo, con ogni giro potenzialmente più lento rispetto alle consuete medie di Phillip Island. Lo sprint del sabato, abbreviato rispetto alla gara principale, subirà la stessa pressione: le strategie di partenza dovranno tenere conto di una superficie in costante mutamento e di una visibilità ridotta.
Raffiche di vento sopra i 50 km/h: una sfida in più per i piloti
Le previsioni non si limitano alla pioggia: anche domenica mattina si prevede la presenza di venti forti, con raffiche che potrebbero superare i 50 km/h. Sebbene la gara di MotoGP sia programmata per il pomeriggio, quando le condizioni dovrebbero stabilizzarsi, gli effetti di un vento così intenso possono influenzare la traiettoria in curva, la stabilità in frenata e l’usura delle gomme. I piloti più esperti dovranno adattare la linea di guida per contrastare il vento laterale, soprattutto nelle sezioni più veloci del circuito dove la velocità supera i 250 km/h.
In definitiva, l’ultimo Gran Premio d’Australia a Phillip Island si prospetta come una prova di resilienza. Le condizioni meteorologiche avverse – pioggia prolungata e venti potenti – costringeranno squadre e piloti a prendere decisioni rapide, ottimizzando setup, strategie di gara e gestione del rischio. Sarà un’occasione unica per osservare come il talento umano si confronta con la forza della natura, segnando la fine di un capitolo storico del MotoGP su questo amato tracciato.



