Roger Federer è tornato all’Arthur Ashe Stadium di New York per un’esibizione speciale che si è svolta prima della sua entrata nella International Tennis Hall of Fame prevista per il 29 agosto 2026.
L’evento ha ufficializzato il legame storico di Federer con gli US Open e ha richiamato sul campo numerose leggende del tennis presenti per rendere omaggio alla sua carriera.
Perché l’evento ha rilievo
L’esibizione a New York ha assunto valore simbolico perché ha collegato due momenti centrali della carriera di Federer: i cinque trionfi consecutivi agli US Open dal 2004 al 2008 e il riconoscimento formale della sua eredità con l’ingresso nella Hall of Fame a NewportRhode Island.
La serata è stata trasmessa in diretta su Sky Sport e in streaming, con ampia partecipazione di pubblico e ospiti dal mondo del tennis.
Dettagli sull’esibizione all’Arthur Ashe Stadium
L’esibizione, intitolata ‘Roger Federer: An Icon Returns’, ha visto Federer affrontare in singolare Andy Roddick match vinto da Federer per 6-3. Dopodiché si è giocato un doppio con John McEnroe e gli avversari Andre Agassi e Andy Roddick con la coppia Federer-McEnroe che ha prevalso per 7-5.
Federer ha ricordato il suo rapporto con lo stadio: “Mi sono innamorato di questa città e di questo campo fin dal primo giorno”. Il pubblico ha risposto con una standing ovation mentre il campione salutava il pubblico dopo i punti salienti della serata.
La visita a Newport e la cerimonia alla Hall of Fame
Prima dell’esibizione a New York, Federer ha visitato Newport, Rhode Island dove ha partecipato alle cerimonie legate all’ingresso nella International Tennis Hall of Fame. Durante la visita ha definito la Hall come “una capsula del tempo” e ha sottolineato il valore del riconoscimento rispetto ai titoli vinti.
Federer ha parlato anche del suo rapporto con il gioco: “Mi piace ancora sentire la palla sulle corde. Amo la sensazione della palla sulle corde, amo vedere le traiettorie e quello che riesco a creare con la racchetta.” Ha aggiunto che ora predilige palleggiare rispetto al giocare punti completi, apprezzando la tecnica di volée e slice.
I riferimenti ai traguardi e ai ricordi di carriera
Il ritorno a New York ha riportato alla memoria i successi di Federer agli US Open tra il 2004 e il 2008 un periodo in cui ha dominato lo Slam sul cemento. Sul tema delle difficoltà in torneo ha commentato: “Vediamo quanto sia difficile vincere titoli consecutivi allo Us Open” e ha spiegato le variabili del torneo, tra condizioni di gioco e livello degli avversari.
Federer ha inoltre richiamato alla mente un momento chiave della sua carriera tardiva, la vittoria all’Australian Open del 2017 definendola “una partita incredibile, una di quelle che non pensavo di avere ancora dentro di me in quel momento”.
Il percorso tecnico del campione è stato toccato anche nelle riflessioni sulla propria attrezzatura e stile, richiamando il rapporto con superfici come Wimbledon e Roland Garros quando ha parlato delle diverse condizioni che hanno caratterizzato i suoi successi nei tornei del Slam.
Partecipanti, ospiti e impatto mediatico
All’evento hanno preso parte ex campioni e personalità del tennis, tra cui Andre AgassiAndy Roddick e John McEnroe, che hanno condiviso il campo con Federer nelle partite esibitive.
La serata ha attratto un folto pubblico di appassionati e vip, consolidando il ruolo di Federer non solo come campione con 20 titoli del Grande Slam e 103 titoli in carriera, ma anche come ambasciatore del gioco che continua a essere presente in manifestazioni e eventi dopo il ritiro.
Nel corso delle giornate a Newport e New York, Federer ha sintetizzato il proprio rapporto con il tennis affermando: “Ho avuto il miglior periodo possibile” e ha confermato la volontà di mantenere viva la propria presenza nel mondo del tennis partecipando a iniziative e manifestazioni.
Ultimo aggiornamento: 29 agosto 2026.



