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16 Ottobre 2026

US Open 2026: Ben Shelton cerca l’impresa contro Zverev

Ben Shelton, dopo aver superato Frances Tiafoe, si prepara ad affrontare Alexander Zverev nella finale degli US Open 2026. Scopri la sua determinazione e le sue dichiarazioni.

US Open 2026: Ben Shelton cerca l'impresa contro Zverev

Alexander Zverev ha battuto Ben Shelton nella finale degli US Open 2026 sull’Ashe Stadium, vincendo con il punteggio di 6-3, 7-6(2), 5-7, 6-2 dopo tre ore e mezza di gioco; la partita si è disputata a New York. Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2026.

La vittoria ha valso a Zverev il suo secondo titolo Slam dell’anno e ha confermato la sua posizione al vertice della Race 2026. La partita ha rappresentato il momento conclusivo di un torneo in cui Shelton, 23 anni, aveva dimostrato una crescita importante, eliminando giocatori di alto livello come Carlos Alcaraz e Frances Tiafoe.

Il percorso di Ben Shelton fino alla finale

Ben Shelton, 23 anni, era arrivato alla finale dell’evento dopo aver superato Frances Tiafoe in semifinale e aver eliminato Carlos Alcaraz ai quarti di finale. Shelton aveva espresso la propria determinazione in conferenza stampa: “Il lavoro non è ancora finito” e aveva sottolineato il valore del gruppo che lo affianca, affermando “Sono entusiasta soprattutto per il mio team, perché ci sono tante persone che mi sostengono e hanno dedicato la loro vita alla mia crescita e al mio tennis.”

Nel corso del torneo Shelton aveva citato il lavoro quotidiano su allenamento, alimentazione e sonno e aveva rimarcato il ruolo del padre e allenatore Bryan Shelton nel suo percorso. In merito al controllo emotivo in campo aveva dichiarato: “Mi ha stupito quanto mi sia sentito calmo in campo, soprattutto verso la fine. Ero tranquillo, sicuro di me e concentrato. Credo che sia quello che serve per trovarsi in queste situazioni e vincere al massimo livello.”

La cronaca della finale sull’Ashe Stadium

La finale è iniziata con Zverev che ha preso rapidamente il controllo, aggiudicandosi il primo set per 6-3 grazie a una maggiore solidità al servizio. Nel secondo set Zverev ha imposto il ritmo e ha dominato il tiebreak per 7-2, chiudendo la seconda frazione con maggiore lucidità.

Nel terzo set Shelton ha reagito con maggiore libertà e intensità, riuscendo a vincere il parziale per 7-5. La reazione dell’americano è stata però parziale: nel quarto set Shelton ha dovuto affrontare un turno di battuta critico all’inizio del set che ha permesso a Zverev di ottenere il break decisivo e chiudere poi 6-2. Il match è durato tre ore e mezza e ha visto Zverev mantenere il 69% di prime palle e vincere l’85% dei punti con la prima, numeri che hanno contribuito alla sua gestione degli scambi.

Valutazioni tecniche e dichiarazioni

Zverev ha mostrato un tennis percentuale, con un rovescio efficace e capacità di verticalizzare gli scambi, elementi che hanno fatto la differenza soprattutto nei momenti chiave. Shelton ha dimostrato potenza e coraggio, ma ha pagato errori decisivi nei momenti topici della partita e una risposta meno incisiva rispetto alle necessità del match.

Shelton aveva descritto il suo stato d’animo prima della finale: “Mi sento un giocatore diverso. Sento di avere molte più armi. Conosco la mia identità, mi sento a mio agio con me stesso e so cosa mi serve per giocare al massimo livello” e aveva aggiunto: “Non scenderò in campo ogni giorno trovando tutto perfetto e naturale fin dal primo momento. Ma è proprio questa la difficoltà del nostro sport, e anche la sua bellezza. Affronto la sfida con entusiasmo, con la voglia di risolvere i problemi che si presenteranno domenica.”

Sul valore stagionale, la vittoria ha rappresentato per Zverev il consolidamento di un 2026 di alto livello, con tre finali Slam consecutive e due successi in prove del Major nello stesso anno. Per Shelton la finale segnava comunque un passaggio di crescita, indicato anche dall’attenta gestione del team guidato da Bryan Shelton e dalle battute in progressione contro avversari come Alcaraz e Tiafoe.

La manifestazione a New York ha confermato dinamiche di vertice cambiate nel corso della stagione, con assenze e condizioni fisiche di altri top player che hanno influito sull’andamento del tabellone; Shelton ha riconosciuto il valore degli avversari e in particolare di Frances Tiafoe, definendolo un avversario difficile da affrontare nel torneo.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.