Carlos Alcaraz ha scritto una nuova pagina della sua giovane carriera raggiungendo la prima finale al Rolex Paris Masters. Nella semifinale ha superato Casper Ruud con un risultato netto di 6-4 6-4, dimostrando una solidità tattica rara per la sua età. Il match è stato caratterizzato da scambi lunghi dal fondo campo, dove il giovane spagnolo ha imposto il proprio ritmo, sfruttando un rovescio preciso e una pretensione in attacco che ha messo in difficoltà il norvegese. La vittoria non solo gli ha garantito un posto nella decisiva finale, ma ha anche ribadito la sua capacità di gestire i momenti chiave di una gara di alto livello.
Da quarti di finale a protagonista: la svolta mentale di Alcaraz
Il percorso di Alcaraz a Parigi ha avuto un valore simbolico maggiore rispetto a quello di altri tornei: nelle edizioni precedenti il massimo raggiunto erano i quarti di finale, ottenuti senza esprimere il proprio miglior tennis. “Significa molto, sinceramente. Questo è un torneo nel quale ho fatto fatica per tutta la mia carriera”, ha dichiarato lo spagnolo, ribadendo come la mentalità sia diventata il pilastro del suo gioco. Dopo alcune sconfitte dolorose nei turni preliminari, ha riconosciuto che il suo approccio mentale è cambiato radicalmente, consentendogli di affrontare la pressione con maggiore serenità e di giocare con più libertà.
La sfida imminente contro Ben Shelton: velocità e riflessi al centro dell’attenzione
La finale vedrà Alcaraz contrapporsi a Ben Shelton, avversario che l’ha eliminato nei quarti di finale dell’US Open. “Mi aspetto una partita piuttosto simile, sinceramente. Ovviamente qui il campo è molto veloce, quindi lui sarà ancora più pericoloso”, ha commentato il campione spagnolo. L’americano, noto per la sua potente battuta e per la solidità da fondo campo, ha dimostrato di saper imporre il proprio gioco in ogni incontro recente. Alcaraz ha ammesso che per rispondere al servizio di Shelton dovrà contare su riflessi “da dieci su dieci”, sottolineando l’importanza di una preparazione tattica specifica per le condizioni di velocità della pista parigina.
Al di là del servizio, lo spagnolo non ha sottovalutato la capacità di Shelton di dominare gli scambi con un rovescio efficace e una difesa che ha messo a segno vittorie decisive contro diversi avversari. “Sta giocando molto bene, è davvero solido da fondo e con la battuta sta facendo molto male ai suoi avversari in ogni partita”, ha osservato Alcaraz, consapevole che la finalissima richiederà concentrazione totale fin dal primo punto. Il messaggio è chiaro: la sfida sarà una delle più impegnative del panorama tennistico attuale, e il giovane campione intende esprimere il suo miglior tennis per portare a casa il titolo.
Nel precedente incontro di New York, Alcaraz ha già sperimentato la capacità di Shelton di “giocare molto bene” e, pur riconoscendo la sua forza, ha sottolineato come la sua esperienza e il suo miglioramento mentale lo abbiano reso pronto per una risposta più efficace a Parigi. “Cercherò di migliorare quei piccoli aspetti che non hanno funzionato nel nostro ultimo incontro e di esprimere il mio miglior tennis. Altrimenti credo che mi batterà”, ha concluso il campione spagnolo. L’attenzione ora si sposta su una finale che potrebbe confermare definitivamente il suo status di nuovo punto di riferimento del tennis mondiale.
Il nostro inviato a Parigi, Enrico Milani, continuerà a seguire gli sviluppi di questa avvincente sfida, pronta a offrire aggiornamenti in tempo reale sulla performance dei due protagonisti e sull’atmosfera che avvolge il Rolex Paris Masters nella capitale francese.



