1. Coudet e Kike García
La squadra babazorro si presenta a Montjuïc in un buon stato d’animo nonostante il recente pareggio con il Celta. Eduardo Coudet, al momento della sua assunzione, ha optato per il modulo 4-2-3-1 e cerca di mantenere una pressione alta, avvicinando i trequartisti al suo attaccante Kike García. Oggi, il team dovrà probabilmente adattarsi al prevalente stile di gioco del Barça, per limitare gli spazi nella propria difesa. È essenziale che il Barcellona conquisti il centrocampo, come ha fatto contro il Valencia, per controllare il ritmo della partita e tenere lontano dalla propria area l’imponente centravanti avversario. Attenzione, perché pur avendo un fisico da attaccante “forte”, Kike sa come trovare la rete anche con tiri di alta classe. È più abile di quanto possa sembrare, nonostante apprezzi anche i colpi di testa. La possibilità di rimanere competitivi in LaLiga potrebbe dipendere dai suoi gol, così come quelli di Villalibre. Oggi, saranno fondamentali i passaggi nei movimenti senza palla di Raphinha, Fermín, De Jong, Pedri e Gavi (quest’ultimo, più efficace quando si avvicina all’area di Owono) per penetrare nel dispositivo difensivo del glorioso. Occorrono ritmo, lettura del gioco e, soprattutto, precisione.
2. RAGGIUNGERE LE AREE DI DIARRE E MOURIÑO
È stata una delusione vedere Pedri e De Jong non riuscire a posizionarsi in modo efficace durante la partita contro l’Atalanta, invece di trovare uno spazio in avanti. La squadra di Gasperini ha impedito loro di controllare il gioco, e oggi Guevara, Benavídez e Guridi potrebbero tentare di ripetere questa strategia. È fondamentale il posizionamento delle due pedine, poiché ho la sensazione che quando il centrocampista di Tenerife si spinge verso il limite dell’area avversaria, qualcosa di buono possa accadere. Inoltre, è importante migliorare la nostra fragilità difensiva, come dimostrato dal secondo gol subito mercoledì, causato da Pasalic. Superare Tenaglia o Manu Sánchez sarà cruciale per sfruttare l’impatto di Robert Lewandowski nell’area degli avversari.
3. QUANDO ATTACCARE E QUANDO DIFENDERE
In una fase intermedia di questa impostazione tattica, la squadra mostra incertezze in alcune zone difensive. Un fuorigioco, un intervento decisivo o una parata straordinaria possono salvarti in situazioni complicate, ma per rafforzare la difesa è necessario sviluppare una mentalità più collettiva. Dobbiamo mirare a una coesione automatizzata tra i reparti. Sarà essenziale capire quando spingersi in avanti e quando ritirarsi. Ad esempio, durante la finale di Supercoppa contro il Real Madrid, il Barça ha difeso meglio con dieci giocatori rispetto ad altre partite con undici, nonostante la giustificazione sia la inferiorità numerica. Non possiamo permetterci di perdere punti in casa (e pochi in trasferta) se il FC Barcelona vuole tornare a contare su se stesso. Questo è il punto cruciale: è necessario avviare un’altra serie positiva di risultati per ribaltare le attuali previsioni. Il calendario sembra favorevole, ma come ripeto spesso, l’importante è arrivare preparati a tutte le partite.