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8 Maggio 2026

Il nuovo circuito dell’Arabia Saudita e la curva da 70 metri che divide i fan

Il Qiddiya Speed Park promette un salto generazionale per il Gran Premio dell'Arabia Saudita: scopri caratteristiche, criticità e cosa cambia per la F1

Il nuovo circuito dell'Arabia Saudita e la curva da 70 metri che divide i fan

Il cantiere del Qiddiya Speed Park sta rapidamente trasformando un progetto ambizioso in una presenza fisica difficile da ignorare. Radicato tra le scogliere dei monti Tuwaiq, il complesso è pensato per offrire non solo una pista di alto livello ma anche un ecosistema di intrattenimento che ridefinisca il weekend di gara. Le immagini più recenti mostrano fondazioni e strutture che delineano un layout inconsueto: una rosa di curve studiata per spettacolo e velocità, accompagnata da infrastrutture per il pubblico, garage e servizi turistici.

Alla base del progetto troviamo la firma tecnica di Hermann Tilke affiancata dall’esperienza agonistica di Alexander Wurz, elemento che miscela conoscenza ingegneristica e sensibilità di pilota. Il tracciato è pensato per offrire più opzioni di configurazione, con una versione stradale e una permanente, e una direzione di marcia in senso antiorario. Tra i numeri che emergono ci sono 21 curve e punte di velocità superiori ai 325 km/h, segni della volontà di creare un circuito tecnicamente impegnativo e visivamente distintivo.

Il tracciato: numeri e scelte progettuali

La geometria del circuito nasce dall’intento di conciliare spettacolo e sicurezza: le varie sezioni sono studiate per offrire punti di sorpasso e tratti ad alta velocità alternati a curve tecniche. La presenza di più configurazioni permette di adattare la pista a eventi diversi, mentre le aree di supporto saranno dotate di garage moderni e spazi per il pubblico. Questo approccio mira a trasformare il GP in un appuntamento stabile, destinato a sostituire l’attuale sede urbana di Jeddah con una sede permanente più strutturata e multifunzionale.

La curva che ha acceso il dibattito: The Blade

Il pezzo iconico del progetto è senza dubbio la curva soprannominata “The Blade”, una prima curva sopraelevata che raggiunge circa 70 metri di altezza, pari a un edificio di 20 piani. Questa sezione è stata progettata come una rampa inclinata che unisce impatto scenico e difficoltà tecnica: la soluzione è pensata per creare un colpo d’occhio immediato e offrire dinamiche di gara nuove. Tuttavia, l’elemento ha sollevato discussioni tra gli appassionati: alcuni sottolineano rischi percepiti legati alla sicurezza, mentre altri rimandano a considerazioni tecniche che ridimensionano il pericolo, ricordando la presenza di adeguate vie di fuga e barriere di contenimento.

Oltre la pista: intrattenimento e fruizione pubblica

Il progetto non si limita alla funzione strettamente sportiva: accanto al circuito sono previste strutture ricettive, un parco tematico, aree ricreative e persino un campo da golf, con l’obiettivo di rendere l’area fruibile tutto l’anno. La pista sarà accessibile anche in periodi senza gare attraverso track days dedicati agli appassionati, trasformando il sito in un polo turistico e motoristico. Questa scelta riflette la strategia di creare un prodotto che vada oltre il singolo evento, integrando offerte per famiglie, visitatori internazionali e appassionati di motorsport.

Tempistiche e impatto sulla Formula 1

Se i ritmi di costruzione rispetteranno le previsioni, il Qiddiya Speed Park potrebbe debuttare nel calendario di Formula 1 nel 2028, segnando il passaggio dalla collocazione cittadina a una struttura permanente. Un esordio in F1 rappresenterebbe non solo il trasferimento logistico del Gran Premio, ma anche l’ingresso di un circuito pensato per lasciare il segno nel paddock e tra il pubblico. L’eventuale calendario vedrà il circuito confrontarsi con le esigenze di sicurezza, spettacolo televisivo e gestione degli spettatori su larga scala.

Conclusioni: una scommessa visiva e tecnica

Il Qiddiya Speed Park riassume le ambizioni contemporanee del motorsport: unire architettura d’impatto, soluzioni tecniche avanzate e un’offerta ricreativa completa. Tra innovazioni come The Blade e questioni aperte sulla percezione della sicurezza, il progetto resta uno dei più osservati nel panorama internazionale. Alla fine, la sua riuscita dipenderà dalla capacità di coniugare emozione e standard tecnici; se ciò avverrà, il nuovo circuito potrebbe diventare un punto di riferimento stabile per il Gran Premio dell’Arabia Saudita e per i futuri sviluppi della Formula 1.

Autore

Massimiliano Cardinale

Massimiliano Cardinale di Catania iniziò condividendo una ricetta di famiglia durante una sagra di paese, attirando una comunità di follower: quel gesto lo spinse in redazione con tono informale. Propone contenuti social e porta appunti con nomi di produttori locali e mosse di cucina.