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10 Giugno 2026

Velo, l’annuario del ciclismo, cessa le pubblicazioni dopo 70 anni

Dopo 70 anni di storia, Velo, l'annuario del ciclismo, chiude definitivamente. Un addio che segna la fine di un'epoca per gli appassionati.

Velo, l'annuario del ciclismo, cessa le pubblicazioni dopo 70 anni

Un pezzo di storia del ciclismo si chiude definitivamente. Velol’annuario che ha accompagnato generazioni di appassionati, non sarà più disponibile nelle librerie e nelle edicole d’Europa. Una notizia che lascia un vuoto incolmabile nel cuore di chi ha cresciuto con questa pubblicazione.

Nato nel 1956 grazie all’intuizione di René Jacobs e Hector MahauVelo è stato molto più di un semplice annuario. È stato un archivio monumentale del ciclismo mondiale, raccogliendo risultati, statistiche, albi d’oro e dati tecnici, diventando una vera e propria bibbia per giornalisti, dirigenti e tifosi.

Un patrimonio di conoscenze perduto

Per 70 annidal 1956 al 2026, Velo ha rappresentato un punto di riferimento imprescindibile per chiunque fosse interessato al ciclismo. La sua scomparsa segna la fine di un’epoca, un addio che lascia un vuoto difficile da colmare. Joel Godaert e Guido Elias, curatori delle ultime edizioni, hanno salutato i lettori con un messaggio carico di gratitudine e malinconia.

“Ci dispiace annunciare che la pubblicazione del libro Velo cesserà dopo l’edizione del 2026, segnando la fine dei suoi 70 anni di storia. Abbiamo lavorato a questo progetto con passione e dedizione, ma purtroppo i recenti dati di vendita ci hanno portato a decidere di interromperne la produzione e la distribuzione. Questa decisione non è stata facile”, hanno dichiarato i curatori.

La memoria collettiva del ciclismo

La chiusura di Velo non è solo la fine di una pubblicazione, ma la scomparsa di un pezzo di memoria collettiva del ciclismo. Per decenni, Velo è stato un compagno fedele per chiunque volesse approfondire la storia e le statistiche di questo sport. La sua assenza lascerà un vuoto che sarà difficile da riempire.

L’annuario ha raccolto non solo i risultati delle gare, ma anche le storie dei grandi campioni, le curiosità e i dettagli tecnici che hanno reso il ciclismo uno sport affascinante e complesso. La sua scomparsa è un segnale di come il mondo delle pubblicazioni stia cambiando, con sempre meno spazio per le opere che richiedono una cura e una dedizione particolari.

Un addio che lascia il segno

Per molti appassionati, Velo è stato un oggetto di culto, un tesoro da sfogliare e custodire gelosamente. La sua assenza sarà avvertita non solo dai giornalisti e dai dirigenti, ma anche dai tifosi che hanno cresciuto con questa pubblicazione. La fine di Velo è un addio che lascia il segno, un capitolo chiuso che segna la fine di un’epoca.

Nonostante la tristezza per la chiusura, è importante ricordare il contributo che Velo ha dato al ciclismo. La sua eredità rimarrà viva nei cuori di chi ha avuto la fortuna di sfogliarne le pagine, e il suo spirito continuerà a vivere nelle storie e nelle statistiche che ha raccolto per decenni.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.