Stellantis ha presentato un ambizioso piano di investimenti da 5 miliardi di euro in Italia entro il 2030, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo strategico del Paese all’interno del gruppo automobilistico. L’annuncio è stato fatto da Emanuele Cappellano, responsabile Europa di Stellantis, durante un incontro con i sindacati a Roma il 15 giugno 2026.
Il piano, che si inserisce nel più ampio programma strategico FaSTLAne 2030, prevede il lancio di nuovi modelli e ulteriori investimenti in innovazione, con una garanzia importante: nessuna chiusura di stabilimenti. Le nuove risorse saranno destinate allo sviluppo delle piattaforme di nuova generazione, dell’intelligenza artificiale e delle motorizzazioni del futuro.
Gli stabilimenti italiani nel piano Stellantis
Ogni stabilimento italiano avrà una funzione specifica nel piano industriale del gruppo. A Pomigliano si produrranno auto elettriche accessibili, mentre ad Atessa saranno realizzati veicoli commerciali. Mirafiori sarà il centro dell’innovazione tecnologica, mentre Modena, Melfi e Cassino si concentreranno sui segmenti premium e lusso.
Pomigliano e Mirafiori: i centri dell’elettrificazione
Lo stabilimento di Pomigliano vedrà l’arrivo di almeno due nuovi modelli elettrici, di cui uno a marchio Fiat, che si aggiungeranno alla Pandina, la cui produzione proseguirà fino al 2030. L’Alfa Romeo Tonale resterà in produzione fino alla fine. Stellantis si attende volumi importanti per le nuove e-car, che avranno un prezzo inferiore ai 15 mila euro.
Per lo stabilimento di Mirafiori sono confermate le attuali produzioni della Fiat 500 elettrica e ibrida, oltre allo sviluppo della futura 500. è previsto un nuovo investimento nel settore delle batterie. L’azienda segnala inoltre una crescita dei volumi rispetto al 2026: nei primi tre mesi del 2026 sono già stati raggiunti i volumi produttivi dell’intero 2026.
Melfi, Modena e Atessa: l’eccellenza nei segmenti premium e commerciali
Per lo stabilimento di Melfi sono confermati i quattro modelli previsti, ai quali si aggiungerà il nuovo C-SUV Alfa Romeo. Ad Atessa restano confermati gli investimenti sugli e-van, mentre sul comparto dei veicoli commerciali leggeri (LCV), Stellantis mantiene una posizione di attesa rispetto a una possibile modifica della normativa.
Su Modena viene confermato il progetto che vede Maserati GranTurismo e GranCabrio Folgore e, in prospettiva, lo sviluppo della supercar del Tridente. Termoli, invece, attende ulteriori attività produttive, sia per la produzione dell’eDCT sia per le motorizzazioni Euro 7 su GSE.
I risultati già visibili e le sfide future
Cappellano ha evidenziato come i primi risultati della strategia aziendale siano già visibili. La domanda di mercato è in crescita, così come la quota di mercato del gruppo e i livelli produttivi, mentre in diversi impianti si registra una riduzione del ricorso agli ammortizzatori sociali.
«Il nostro piano è chiaro, coraggioso e ambizioso. I primi segnali sono positivi, ma sappiamo bene che le sfide non sono ancora alle spalle. Per questo è fondamentale creare le condizioni per una crescita sostenibile nel lungo periodo: servono competitività e regole realistiche, orientate allo sviluppo industriale», ha dichiarato Cappellano.
Il gruppo ha confermato ai sindacati investimenti per 5 miliardi di euro nel periodo 2026-2030. Nel 2026 sono stati assunti 140 ingegneri e si prevede di raggiungere numeri analoghi. Il piano strategico rappresenta un’evoluzione naturale e ancora più ambiziosa del percorso già intrapreso con il Piano Italia, confermando e rafforzando tutti gli impegni che sono stati assunti.



