Il mondo dello sport riserva spesso incroci inattesi: per Marta Lo Desertoprotagonista del curling italiano e ora pronta a vestire i colori del Team Zardini Lacedellil’inaspettato punto d’incontro è stato con una stella del ciclismo. In occasione dello start del Tour de Suisse a Sondriola giocatrice cortinese ha avuto il suo primo faccia a faccia con Tadej Pogačarun incontro che ha alimentato una passione recente per la bicicletta.
Il racconto di Marta non è solo aneddotico: mette insieme il percorso personale da atleta di uno sport invernale a una curiosità sincera verso le due ruote, collegata anche a scelte mediatiche e a un appuntamento concreto in calendario. La vicenda si intreccia con episodi verificabili, come la partecipazione all’evento ciclistico e la decisione di prendere parte a una sfida collegata al campione sloveno.
Il primo incontro con Tadej Pogačar a Sondrio
Durante la giornata di martedì legata allo start del Tour de Suisse a SondrioMarta Lo Deserto ha incontrato per la prima volta il campione del mondo Tadej Pogačar. L’incontro, rapido ma simbolico, ha avuto un valore emotivo particolare per lei: Pogačar è infatti percepito da molti come un modello di determinazione e caratterequalità che Marta dichiara di ammirare. Questo contatto diretto con una figura di vertice del ciclismo ha consolidato una curiosità già in crescita.
Un modello per la transizione verso il ciclismo
La giocatrice ha spiegato che, fino a poco tempo prima, il ciclismo non faceva parte delle sue abitudini: infatti ammette che in passato ignorava la disciplina e che, scherzando, arrivava a chiedere al proprio compagno di cambiare canale mentre seguiva le tappe dei grandi giri in televisione. Quel rapporto distaccato è mutato grazie all’esposizione a contenuti che hanno saputo raccontare il ciclismo in modo avvincente.
La serie Netflix e la nascita della passione
Marta ha raccontato che la svolta è arrivata guardando una serie su Netflixla produzione le ha fornito il contesto umano e agonistico del ciclismo, permettendole di vedere oltre la semplice cronaca sportiva. Da lì è nata una stima per Pogačar, in particolare per la sua grinta e il suo carattereelementi che hanno fatto scattare in Marta l’interesse verso l’attività su strada.
Il processo descritto da Marta è esemplare: a volte la curiosità verso un altro sport nasce da una narrazione efficace che mette in luce aspetti motivazionali e personali piuttosto che tecnici, avvicinando persone che altrimenti non avrebbero considerato quella disciplina.
La Pogi Challenge a Komenda e gli obiettivi futuri
Con un passo deciso dalla curiosità all’azione, Marta Lo Deserto ha confermato che parteciperà alla Pogi Challenge a Komenda il 2 agosto. Questa presenza rappresenta più di un gesto simbolico: è un momento in cui un’atleta di un altro sport si misura con le sfide del ciclismo, confrontandosi con percorsi e competitor legati alla figura di Pogačar.
Oltre alla singola partecipazione, Marta ha accennato agli obiettivi di più ampio respiro, includendo nel discorso anche il traguardo dei Giochi 2030. Ha parlato della rivoluzione interna al movimento a cui appartiene e dell’intenzione di sfruttare nuove esperienze per crescere sia come sportiva sia come persona, pur mantenendo salda la propria identità nata nel mondo del curling.
La transizione che descrive è concreta: dall’appartenenza all’Italcurling — dove è riconosciuta come una delle figure di riferimento — al nuovo impegno con il Team Zardini LacedelliMarta prospetta una stagione in cui sperimentare, imparare e consolidare competenze diverse.
Connessioni tra curling e ciclismo
Nell’intervista emergono anche alcuni punti di contatto tra le due discipline: il valore della strategia, la gestione della pressione e la necessità di coesione nel gruppo. Marta sottolinea come questi elementi, pur manifestandosi in contesti differenti, offrano un terreno comune su cui costruire nuove sfide sportive e personali.
La sua storia è esemplare per chiunque osservi lo sport come un campo di scoperte e contaminazioni, dove un incontro a Sondrio e una serie vista su Netflix possono aprire porte inaspettate, fino a portare un’atleta dell’Italcurling a pedalare con entusiasmo verso Komenda il 2 agosto.


