La ciclovia dell’Adige offre un’esperienza unica per chi desidera combinare sport, cultura e gastronomia. Questo percorso, che si snoda tra Trento e Bolzano copre circa 70 km su strade sterrate e asfaltate, per lo più pianeggianti e con scarso dislivello. Ideale per gite in famiglia, è anche un punto di partenza perfetto per escursioni più impegnative.
Il tragitto è facilmente accessibile grazie alla formula treno+bici che lo rende ancora più conveniente. Lungo il percorso, i paesi attraversati offrono punti di supporto e attrazioni culturali che arricchiscono l’esperienza ciclistica.
Trento: tra storia e leggende
La città di Trento è un punto di partenza ricco di storia e leggende. Il Castello del Buonconsiglio ex sede vescovile sin dal XIII secolo, è oggi un museo avvolto da misteriose storie di streghe e sabba. Un altro luogo affascinante è Palazzo Fugger costruito dal demonio in una sola notte per volere del proprietario, che riuscì ad ingannare Satana con alcuni grani di incenso benedetto. Ancora oggi, un muro completamente annerito ricorda questo episodio.
Lavis e Zambana: tra storia e gastronomia
Proseguendo lungo la ciclovia, si incontra Lavis un’antica località di guado sul fiume Avisio, famosa per la fluitazione dei legnami. Qui, il Giardino dei Ciucioi un parco terrazzato dell’Ottocento, alimenta storie di cavalieri e principesse con la sua insolita vegetazione mediterranea.
Poco più avanti, Zambana è un paradiso per i buongustai, grazie al suo pregiato asparago bianco protagonista di specialità locali e sagre stagionali. La città è anche ricca di storie popolari, come quella dell’epidemia di colera che risparmiò il paese nell’Ottocento, attribuita alla protezione della Madonna. Un’altra storia documentata è quella del ritrovamento della celebre donna di Vatte nei pressi di Zambana.
San Michele all’Adige e Chiusa di Salorno: cultura e tradizioni
Attraversando le celebri zone vinicole locali, la ciclovia tocca San Michele all’Adige famosa per i suoi vini e distillati. Qui, il Museo etnografico trentino ospita più di 12000 reperti che raccontano la vita contadina, l’allevamento del bestiame, la lavorazione del legno e del ferro battuto.
Infine, la ciclovia arriva alla Chiusa di Salorno una sorta di confine tra l’area di lingua italiana e quella di lingua tedesca. Questa zona è nota per la produzione vinicola e per il medievale Castel Salorno edificato su un ripido sperone roccioso. Leggenda vuole che ci fosse una misteriosa cantina, descritta in un racconto dei fratelli Grimm, il cui nome riecheggia nell’attuale taverna presente in loco.



