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28 Luglio 2026

Renault taglia 800 posti di lavoro in Francia per competere con i produttori cinesi

Renault avvia una profonda trasformazione della propria organizzazione ingegneristica per aumentare velocità, efficienza e competitività in un mercato sempre più dominato dalla pressione dei costruttori cinesi

Renault taglia 800 posti di lavoro in Francia per competere con i produttori cinesi

In un contesto di mercato sempre più competitivo, Renault ha annunciato un piano di riorganizzazione della sua struttura ingegneristica. L’obiettivo è rafforzare la capacità competitiva del gruppo francese di fronte alla crescente pressione dei produttori cinesi, che stanno conquistando quote di mercato sempre più rilevanti in Europa.

Il piano, che prevede la soppressione di 800 posti di lavoro in Francia entro la fine del 2027, è parte di una strategia più ampia che mira a ridurre l’organico ingegneristico complessivo del 15-20% entro la stessa data. La Francia, che ospita circa la metà degli ingegneri del gruppo con 5.500 addetti su un totale globale compreso tra 11.000 e 12.000 persone, resterà il principale centro di ricerca e sviluppo di Renault.

La sfida della concorrenza cinese

Negli ultimi due anni, i produttori cinesi hanno più che triplicato la propria quota di mercato in Europa, grazie a veicoli tecnologicamente avanzati e a prezzi particolarmente competitivi. Philippe Brunet, direttore tecnologico di Renault, ha sottolineato come l’intero settore stia attraversando una fase di sofferenza, includendo non solo i rivali ma anche gli attori tradizionali europei.

«I costruttori cinesi stanno aumentando rapidamente la loro presenza in Europa e tutti i produttori ne stanno risentendo, dai marchi giapponesi e coreani fino agli stessi gruppi europei», ha spiegato Brunet. «Dobbiamo essere in grado di competere».

La trasformazione organizzativa

La riorganizzazione di Renault si basa su tre direttrici principali: revisione del modello operativo, sviluppo delle competenze e cambiamento delle modalità di gestione. Sul fronte organizzativo, Renault punta a semplificare i processi decisionali e ad ampliare le responsabilità tecniche dei singoli team.

«Il problema è la velocità», ha sintetizzato Brunet, spiegando che l’eccessiva frammentazione delle responsabilità genera più riunioni, più report e tempi più lunghi per l’avanzamento dei progetti. Tra le misure annunciate figurano una riduzione del 30% dei cosiddetti «deliverable», ovvero la documentazione intermedia richiesta durante lo sviluppo dei veicoli, e un taglio del 20% del tempo dedicato alle riunioni.

Formazione e riqualificazione

Il secondo pilastro del piano riguarda il rafforzamento delle competenze. Renault prevede di formare o riqualificare fino a 2.500 dipendenti attraverso un programma che comprende circa 200 mila ore di formazione nell’arco di un anno. Il gruppo punta così ad accompagnare la transizione verso le nuove tecnologie che stanno ridefinendo il settore automobilistico, dall’elettrificazione ai software di bordo fino alle applicazioni dell’intelligenza artificiale.

Le trattative con le organizzazioni sindacali entreranno nel vivo dal 2 luglio. L’obiettivo dell’azienda è ottenere il via libera all’accordo entro l’estate e avviare l’implementazione del piano a partire da settembre. Per Renault, questo passaggio è cruciale per recuperare competitività in un mercato europeo sempre più contendibile e spaventato dall’avanzata dei costruttori cinesi.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.