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26 Giugno 2026

La storia di Vincenzo Carosi, dal successo al podio italiano

Vincenzo Carosi, campione italiano di ciclismo, racconta la sua rinascita sportiva dopo un anno difficile. Scopri la sua storia di resilienza e passione.

La storia di Vincenzo Carosi, dal successo al podio italiano

Vincenzo Carosi, il giovane ciclista italiano, ha vissuto un anno intenso tra alti e bassi, ma la sua determinazione lo ha portato a ritrovare la strada del successo. Dopo aver indossato la maglia tricolore nel 2026, Carosi ha affrontato un 2026 pieno di sfide, ma con la forza di rialzarsi ogni volta.

La sua storia è un esempio di resilienza e passione per lo sport, un percorso che ha visto momenti di gloria e difficoltà, ma sempre con l’obiettivo di migliorarsi e onorare la maglia che rappresenta.

Il peso della maglia tricolore

Indossare la maglia tricolore è un onore, ma anche una grande responsabilità. Carosi lo ha capito bene durante il suo anno da campione italiano. “Quando stai male e durante le corse ti stacchi – mormora Carosi – hai tutti gli occhi puntati addosso perché indossi la maglia tricolore e comunque riprendersi non è facile.”

Il 2026 è stato l’anno delle tre vittorie e di altri otto piazzamenti nei primi cinque, ma il 2026 è stato un calvario di problemi fisici. Nonostante tutto, Carosi ha continuato a lottare, cercando di valorizzare al meglio la sua maglia.

La conoscenza di sé

Per onorare la maglia nonostante i problemi, Carosi ha accettato anche sfide molto alte, come andare a correre il GP E3 di Harelbeke e la Liegi Juniores. “Andare al Nord – spiega Carosi – è stata una gran bella esperienza. Sono stato in Belgio due volte in maglia tricolore quest’anno: la prima con la nazionale ad Harelbeke, e poi alla Liegi e da quelle parti il campione italiano ha molto seguito.”

Queste esperienze gli hanno permesso di conoscere meglio se stesso, le sue doti e i suoi limiti. “Credo che mi aspetti una fase di crescita complessiva, sia fisica che mentale – afferma Carosi – però in questi due anni sto lavorando bene, con la mia squadra sto facendo un bel percorso.”

Il Team Coratti: una roccaforte del ciclismo nel Centro-Sud

La sua squadra, il Team Coratti, è una delle ultime roccaforti del ciclismo nel Centro-Sud. Negli anni si è gemellata con la Mastromarco e poi con la Work Service, e alla fine ha deciso di andare avanti con il consueto orgoglio. “Sicuramente è molto impegnativo correre in una squadra di qui – spiega Carosi – perché a ogni weekend ci dobbiamo muovere e andare soprattutto in Veneto o in Lombardia.”

Nonostante le lunghe trasferte, Carosi è orgoglioso di rappresentare il suo team e cerca sempre di dare il meglio in ogni gara. “Fisicamente ci sono e anche mentalmente mi sento sempre meglio – dichiara – Ci sarà un bel blocco di gare di luglio, che sono molto adatte alle mie caratteristiche.”

Il ricordo del Lunigiana

L’album dei ricordi di Carosi affronta le ultime pagine. Si percepisce dalla voce la grande voglia di riscatto, mentre il suo guardare al passato lo porta ai giorni del Giro della Lunigiana, i più belli corsi in maglia tricolore, quando si è trovato – campione italiano – contro i campioni di altri Paesi.

Dei giorni più brutti non si ha quasi voglia di parlare, ma sono stati quelli della salute che non c’era e delle corse che non riusciva a finire. Ecco perché essersi ritrovato a lottare per un altro tricolore gli ha acceso dentro nuovamente una lucina.

Il futuro del ciclismo italiano

Il ciclismo italiano sta vivendo un momento difficile, con i giovani che faticano ad avvicinarsi alle due ruote per la situazione generale di pericolosità delle strade. “I giovani faticano ad avvicinarsi al ciclismo e le famiglie, legittimamente, indirizzano i loro figli verso altre discipline – afferma Silvio Martinello, ex professionista e commentatore tecnico per RaiSport.”

Martinello lancia un grido d’allarme, spiegando che la classe dirigente deve impegnarsi in serie azioni politiche per migliorare la situazione. “Mentre il ciclismo muore, perché questo sta accadendo, non si può restare a guardare inermi – commenta Martinello – Auspico che il sacrificio di Adele Cobelli e di altri ciclisti non venga relegato a semplice dato statistico, ma possa rappresentare una vera presa di coscienza.”

Nonostante le difficoltà, il ciclismo italiano continua a guardare al futuro con fiducia. Il Meeting Nazionale Giovanissimi a Viareggio ha rappresentato un importante momento di incontro per tutto il movimento ciclistico nazionale, con la presenza di numerosi campioni ed ex professionisti che hanno condiviso la loro esperienza con i giovani atleti.

“Il Meeting Nazionale Giovanissimi rappresenta una delle espressioni più belle del nostro movimento – dichiara il presidente federale Cordiano Dagnoni – Qui il risultato sportivo è soltanto una parte della storia. Quello che conta davvero è vedere migliaia di bambini divertirsi, fare amicizia, imparare il rispetto delle regole e vivere la bicicletta come strumento di crescita.”

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Aggiornato 10:28 CEST
Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.