Ignazio Abate è stato ufficialmente presentato come nuovo allenatore del Torino. L’introduzione del tecnico è avvenuta alla presenza del direttore sportivo, che ha tracciato i contorni di un progetto orientato ai giovani e a un calcio più propositivo. Abate ha espresso fin da subito la volontà di trasformare l’atteggiamento della squadra, puntando su identitàcoraggio e senso di appartenenza alla maglia granata.
La preparazione estiva prende il via dal centro sportivo Filadelfia con una prima giornata di raduno e una seduta aperta al pubblico prevista prima della partenza per il ritiro; la squadra poi si sposterà in ritiro a Pinzolo per lavorare sui principi di gioco e consolidare il gruppo.
Le direttrici tattiche: possesso, aggressività e adattabilità
Abate ha descritto il suo modello come un calcio volto a dominare il gioco e a mantenere il pallone, specificando però che i moduli non sono un dogma. L’idea di base è impostare la squadra con una linea a tre in fase di costruzione, ma con la disponibilità a variare per ragioni strategiche: «i numeri sono relativi», ha affermato, ricordando che ciò che conta è il percorso e la crescita collettiva. Il tecnico ha insistito sulla esigenza di una squadra che non molli mai un centimetro, capace di affrontare gli avversari con intensità e personalità.
Valori e mentalità richiesti
Oltre agli aspetti tecnici, Abate ha sottolineato l’importanza di valori umani saldi: integrità, rispetto della maglia e impegno quotidiano. Ha chiesto giocatori che vedano Torino come una tappa fondamentale della propria carriera, citando la necessità di atteggiamenti professionali elevati e di una forte coesione nello spogliatoio. Il progetto punta non solo alla qualità tecnica, ma anche alla costruzione di un gruppo con anima.
Ruoli chiave nella rosa: capitano, attaccanti e giovani
Tra le decisioni già definite dalla nuova guida tecnica c’è quella di confermare Duván Zapata come capitano. Abate ha chiarito che non intende stravolgere le gerarchie: Zapata è considerato un punto di riferimento sia dentro lo spogliatoio sia in campo, grazie alle sue qualità e all’esperienza. Accanto a lui, il tecnico ha indicato la presenza di giocatori come Simeone e Vlasic come elementi importanti per il progetto, ai quali chiede contributi sia tecnici sia umani.
Il ruolo dei giovani e i profili monitorati
Il nuovo corso darà spazio a talenti del vivaio e a ragazzi con margini di crescita. Tra i nomi presenti nella rosa c’è Alessio Cacciamani, classe 2007, già allenato da Abate alla Juve Stabia: il tecnico ritiene che possa avere un ruolo interessante, ipotizzandone l’utilizzo come quinto di equilibrio a sinistra, ma senza forzature. L’arrivo di Gaetano Oristanio è un primo movimento concreto sul fronte delle nuove risorse, mentre la società e lo staff hanno chiarito che il mercato sarà mirato: la priorità è prendere profili funzionali al progetto, non accumulare operazioni superflue.
Il direttore sportivo ha ribadito l’intenzione di agire con logica e pazienza, individuando i buchi della rosa e intervenendo con acquisti mirati piuttosto che con operazioni affrettate. L’obiettivo è costruire una squadra in cui i nuovi innesti si sposino con l’identità voluta dall’allenatore.
Programma di lavoro e prime settimane
Il calendario estivo prevede allenamenti al Filadelfia con sedute aperte ai tifosi e poi il trasferimento a Pinzolo per il ritiro, dove Abate intende impostare i principi di squadra fin dal primo giorno. Il lavoro sarà incentrato su fase di costruzione, transizioni e sul consolidamento dei ruoli, con attenzione particolare ai giovani che dovranno integrarsi gradualmente senza eccessive pressioni. L’intento è che la preparazione fisica e tattica serva a dare una direzione chiara al campionato sin dalle prime giornate.
Nel parlare con i giornalisti, il tecnico ha anche ricordato il suo legame storico con la città, tornato in veste diversa ma mantenendo forte il rapporto emotivo con la maglia. Ha promesso impegno totale, riconoscendo la responsabilità e il valore della piazza, e ha chiesto ai tifosi di accompagnare la squadra in un percorso che punta a restituire entusiasmo e identità al gruppo.



