La semifinale dei Mondiali 2026 tra Spagna e Francia ha visto trionfare la tattica e l’organizzazione sulla pura qualità individuale. I terzini sono stati i veri protagonisti di una partita che ha visto la Spagna dominare in lungo e in largo, nascondendo il pallone agli assi dell’attacco francese.
Pedro Porro, eletto MVP del match, ha siglato il gol del 2-0 che ha sostanzialmente chiuso i conti, ma la sua prestazione è stata impeccabile fin dall’inizio. Ha disinnescato con abilità Barcola e Doué, partecipando attivamente alla manovra offensiva. Sul versante opposto, Cucurella è stato una roccia, presidando la fascia e chiudendo ogni varco con la sua presenza.
Il ruolo decisivo dei terzini
I terzini hanno giocato un ruolo cruciale nella vittoria della Spagna. Pedro Porro non solo ha segnato il gol decisivo, ma ha anche disinnescato con abilità gli attacchi francesi. Cucurella, dal canto suo, è stato una presenza costante sulla fascia, chiudendo ogni varco e supportando i difensori centrali. Digne, invece, ha commesso errori cruciali che hanno messo in difficoltà la Francia fin dall’inizio.
La strategia del blocco alto
La Spagna ha adottato una strategia di blocco alto mantenendo una linea difensiva molto avanzata e costringendo la Francia a giocare in una metà campo che non le era familiare. Questo ha permesso agli spagnoli di controllare il gioco e limitare le opportunità offensive dei francesi. La Francia, soprattutto nel primo tempo, ha cercato di inserirsi nelle linee di passaggio degli spagnoli, ma è stata quasi sempre messa fuori tempo dall’abilità nel palleggio di Rodri e compagni.
L’importanza del possesso palla
Il possesso palla è stato un altro elemento chiave della vittoria spagnola. La Spagna ha mantenuto il controllo del pallone per la maggior parte della partita, limitando le opportunità della Francia di attaccare. Questo ha permesso agli spagnoli di giocare con calma e precisione, evitando errori costosi e mantenendo la pressione sul portiere francese.
Le delusioni francesi
La Francia ha deluso le aspettative, non riuscendo a disinnescare il blocco alto della Spagna. Deschamps, il ct francese, ha chiuso la sua lunga era alla guida della nazionale con una sconfitta piuttosto brutta. La squadra francese non è riuscita a trovare un modo per disarticolare la struttura della Spagna, dimostrando di essere più un selezionatore degli uomini migliori che un allenatore capace di aggiungere qualcosa alle qualità individuali.
Le stelle francesi non si sono accese, con Olise particolarmente deludente e Dembélé attivo solo a sprazzi. Mbappé non è mai stato innescato nel modo giusto e ha finito per essere insufficiente pure lui, nonostante una fantastica diagonale nel finale che solo un recupero prodigioso di Cucurella ha impedito finisse nell’angolino.
La Spagna in finale
La Spagna si presenterà in finale da favorita, avendo dimostrato di essere una squadra compatta e organizzata. Tutti i giocatori spagnoli sono stati all’altezza della situazione, con Rodri tornato il grande direttore d’orchestra che è sempre stato. La vittoria contro la Francia ha dimostrato che l’organizzazione di gioco e l’essere squadra hanno fatto la differenza, nonostante il valore della rosa della Francia sia superiore a quello della Spagna.
Conte, noto per le sue riflessioni tattiche, ha sottolineato l’importanza del blocco basso e della capacità di cambiare atteggiamento nel corso della partita. Ha citato l’esempio della Norvegia contro l’Inghilterra, dove Haaland ha consigliato ai compagni di stare bassi e aspettare, dimostrando come anche le squadre più forti debbano saper adottare strategie difensive efficaci.



