Al Mugello e a Scarperia si sono svolte due giornate di prove concentrate sulle nuove MotoGP 850cc in vista del regolamento che entrerà in vigore dal 2027. I collaudatori delle Case hanno utilizzato il circuito toscano per raccogliere dati tecnici, provare assetti e misurare il comportamento delle nuove moto su pneumatici differenti rispetto al passato. A emergere in maniera netta è stata la vettura di casa Ducati con un crono che ha attirato l’attenzione degli addetti ai lavori e dei colleghi in pista.
Il giro di riferimento di Nicolò Bulega e il quadro cronologico
Durante la seconda giornata di test al Mugello, Nicolò Bulega ha fermato il cronometro su 1’45″859 con la Desmosedici 850 un tempo che ha nettamente abbassato i riferimenti della giornata precedente. Nella prima sessione era stato Takaaki Nakagami a segnare il miglior giro in 1’47″2 seguito da Bulega in 1’47″3. Questi valori offrono un confronto immediato tra la prima e la seconda giornata: il salto prestazionale della Ducati è stato significativo e ha modificato la gerarchia provvisoria delle Case in pista.
Confronti e margini tra le Case
Il tempo di Bulega risulta particolarmente rilevante se accostato a un riferimento recente: è a meno di due secondi dalla pole position ottenuta da Marco Bezzecchi nel Gran Premio d’Italia, un confronto che però va valutato con cautela per le condizioni diverse tra le sessioni. Nella classifica dei test, il margine rispetto agli avversari è evidente: Takaaki Nakagami è rimasto staccato di circa 1″2 mentre Lorenzo Savadori con Aprilia accusava un ritardo nell’ordine di 1″9. Anche le frazioni di tempo separano la KTM e la Honda dalle prestazioni più rapide emerse al Mugello.
Reazioni dei collaudatori e interpretazioni tecniche
Tra i piloti presenti a Scarperia c’era Pol Espargaró impegnato nel ruolo di collaudatore per KTM e chiamato a sostituire temporaneamente Maverick Viñales con il team Tech3 durante il weekend a Silverstone. Espargaró ha commentato le sensazioni raccolte in pista, sottolineando come dalle due giornate emerga l’impressione che la Ducati possa partire favorita all’inizio della nuova era delle 850cc. Questa lettura non pretende di essere definitiva, ma riflette l’osservazione diretta dei riscontri cronometrici e delle sensazioni dinamiche percepite durante i turni.
Variabili tecniche in gioco
I test hanno visto anche la prova dei nuovi pneumatici: con l’addio a Michelin e l’introduzione di Pirelli come riferimento per la stagione 2027, le Case hanno posto attenzione al comportamento degli pneumatici sul nuovo pacchetto meccanico e aerodinamico. Inoltre, la riduzione delle appendici aerodinamiche e le modifiche ai profili hanno imposto scelte di assetto differenti, con i collaudatori impegnati nel bilanciare trazione, stabilità in percorrenza e usura degli pneumatici.
Differenze tra marchi e prospettive per il 2027
Oltre alla Ducati, in pista si sono viste le prove di Honda, Aprilia e KTM con nomi come Dani Pedrosa e Lorenzo Savadori al lavoro per trovare il miglior sviluppo possibile. La presenza di tutti i costruttori tranne Yamaha ha concentrato l’attenzione sugli sviluppi propri delle 850cc: ogni team sta interpretando le novità regolamentari a suo modo, e i dati raccolti a Mugello rappresentano una base di partenza per le prossime evoluzioni in fabbrica. L’esito cronometrico del test, con Bulega in vetta, è un indicatore iniziale ma non esaustivo dell’equilibrio che si troverà nel campionato vero e proprio.
Le prove al Mugello e le dichiarazioni dei collaudatori evidenziano come la fase di sviluppo sia ancora aperta; tuttavia, il responso sul giro più veloce e i margini segnalati tra i vari piloti offrono già spunti concreti su chi, oggi, sembra avvantaggiato alla vigilia del passaggio ai nuovi regolamenti 850cc.



