Il primo turno di vera battaglia sul nuovo Circuito de Madring si è chiuso con un risultato a sorpresa: Lando Norris ha conquistato la pole position fermando il cronometro sull’1’31″824 strappando la prima piazza all’ultimo respiro. Dietro di lui, a distanza quasi impercettibile, c’è Kimi Antonelli su Mercedes, distanziato di appena 11 millesimi. Il risultato consegna alla capitale spagnola una prima fila inedita e offre spunti interessanti in vista della gara.
La lotta per la pole: millesimi, scivolate e rivalità
La sessione di qualifiche è stata decisa sul filo delle sensazioni e dei numeri: Antonelli aveva messo momentaneamente la firma sul giro più veloce del Q3 con un 1’31″835 ma Norris è riuscito a limare quel vantaggio in extremis. Nel Q2 il più rapido era stato Max Verstappen con un 1’32″333, seguito da Antonelli e da Lewis Hamilton la Ferrari si era dimostrata competitiva nella parte centrale della sessione, con tempi ravvicinati tra i due piloti del Cavallino.
Non sono mancati momenti di tensione: Antonelli ha perso il posteriore alla curva denominata Monumental durante il Q2, rischiando di compromettere la qualifica, mentre Hamilton è finito contro le barriere nel corso delle prove libere, danneggiando l’ala anteriore della sua vettura e provocando una bandiera rossa. Gli episodi sottolineano quanto il tracciato, lungo 5,416 km con 22 curve e una curva 12 particolarmente lunga e inclinata, metta alla prova i piloti fin dalle prove.
Dichiarazioni e reazioni dei protagonisti
Norris ha definito il suo giro «uno dei migliori» in carriera, ammettendo sorpresa e soddisfazione per la perfezione del tentativo decisivo. Antonelli ha commentato con sportività: ha spinto fino all’ultimo e, pur pensando di aver fatto quanto necessario per la pole, ha dovuto cedere per un margine infinitesimale. Le parole dei diretti interessati mettono in luce la pressione e la precisione richieste da una qualifica così serrata.
Griglia di partenza e implicazioni per la gara
La classifica finale del Q3 vede Max Verstappen in terza posizione a 140 millesimi dalla pole, con la Ferrari di Lewis Hamilton quarta (1’32″013) e Charles Leclerc quinta (1’32″019), separati da soli sei millesimi. Al sesto posto si è piazzato George Russell seguito dall’altra McLaren di Oscar Piastri. Questa disposizione in griglia crea un equilibrio curioso: la Mercedes di Antonelli ha mostrato ritmo, ma la presenza ravvicinata delle altre squadre lascia aperti molti scenari per la gara.
Il Madring, che combina un tratto cittadino con un segmento permanente e prevede 57 giri per un totale di 308,524 km, sarà una novità assoluta per la maggior parte dei team. La curva 12, detta Monumental è già indicata come punto chiave per strategie di sorpasso e gestione delle gomme: la sua lunghezza di circa 550 metri e l’inclinazione fino al 24% potrebbero influenzare assetti e consumo gomme lungo la corsa.
Prove libere e indicazioni tecnico-tattiche
Durante le prove libere il ritmo è stato variegato: nella seconda sessione Antonelli ha registrato il miglior tempo in 1’33″662, con Leclerc e Hamilton subito dietro. La classifica delle tre sessioni di libere ha alternato nomi e valori, ma ha confermato la competitività di Mercedes, Ferrari e Red Bull su un asfalto e su un layout nuovi per tutti. I team dovranno tradurre i dati raccolti venerdì nelle scelte per la gara, calibrando l’uso delle mescole e la gestione del traffico nella parte cittadina del tracciato.
La prima edizione del Gran Premio di Spagna sul Circuito de Madring arriva dopo le emozioni di Monza, dove Antonelli aveva ottenuto una vittoria memorabile partendo dalla 19ª posizione. A Madrid il campionato riparte da zero e la pole di Norris infonde ulteriore incertezza: la partenza, la strategia di gomme e la capacità dei piloti di adattarsi al tracciato nuovo decideranno chi potrà sfruttare al meglio questa prima fila così combattuta.



