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18 Settembre 2026

Sprint a Monaco nel calendario F1 2027: tutti i motivi della critica

Sprint a Monaco nel 2027: la decisione che divide i tifosi e gli esperti di Formula 1.

Il mercoledì scorso è stato annunciato il calendario della stagione Formula 1 2027. L’evento più discusso è l’aumento delle sprint race da sei a dieci, con una novità sorprendente: una di queste mini-gare si svolgerà sul leggendario circuito di Monaco. La notizia ha acceso un dibattito acceso tra fan, piloti e commentatori, che temono che l’inserimento di una sprint in una pista notoriamente poco propensa ai sorpassi possa ridurre lo spettacolo.

Le sprint race sono state introdotte pochi anni fa per rendere più vivaci i weekend di gara, offrendo una gara di circa 100 km il sabato, poco più di trenta minuti, e attribuendo punti supplementari in base al risultato. Questo format comporta anche una doppia sessione di qualifiche, con la Q3 che stabilisce la griglia di partenza sia per la sprint che per il Gran Premio della domenica.

Le sprint race: origine e ruolo nella F1 moderna

Il concetto di sprint race nasce con l’obiettivo di aumentare l’interesse del pubblico e di creare nuove opportunità di sponsorizzazione. I punti aggiuntivi sono considerati un incentivo per i piloti, ma la loro introduzione ha ridotto il tempo dedicato alle tradizionali prove libere, quelle sessioni più tecniche e meno spettacolari, che secondo Stefano Domenicali presidente della Formula 1, «piacciono solo agli specialisti».

Nel 2026 la FIA aveva già annunciato l’intenzione di ampliare il numero di sprint, ma pochi si aspettavano che la prima sprint a Monaco potesse suscitare tanto scalpore. La decisione è stata accolta con scetticismo, anche perché la mini-gara dipende fortemente dalle opportunità di sorpasso, un elemento quasi inesistente sullo storicissimo tracciato della Principessa.

Monaco, un circuito unico e le difficoltà di una sprint

Il circuito cittadino di Montecarlo misura 3,34 km, con una larghezza media che varia tra 7 e 10 metri, mentre le monoposto di F1 hanno una larghezza di circa 2 metri. Questa stretta conformazione, insieme a curve serrate come la Sainte-Dévote, rende i sorpassi estremamente rari. In un weekend tradizionale, la qualificazione e la posizione dopo la prima curva sono spesso decisive per il risultato finale.

Inserire una sprint race in questo contesto solleva interrogativi: come può una gara di soli 100 km, dove ogni sorpasso è fondamentale, produrre spettacolo in un tracciato dove il superamento è quasi impossibile? Alcuni critici, tra cui Giacomo Rauli di Motorsport, hanno osservato che raddoppiare le qualifiche per ottenere due corse brevi potrebbe trasformare l’intero weekend in una «processione senza emozioni».

Motivi economici e di intrattenimento dietro la scelta

Dal punto di vista finanziario, l’aumento delle sprint significa più sponsorizzazioni, più contenuti da distribuire sui canali digitali e più opportunità di guadagno per la Formula 1. Stefano Domenicali ha sottolineato che una parte consistente del pubblico desidera solo vedere gli highlights, e le sprint forniscono materiale extra per i social e per le trasmissioni.

Alcuni esperti, come Andrew Benson della BBC, suggeriscono che due sessioni di qualifiche separate potrebbero generare griglie di partenza differenti, aumentandone la variabilità e quindi l’interesse. Tuttavia, voci critiche – tra cui Glenn Freeman di The Race – propongono di sostituire la sprint di venerdì con una terza sessione di qualifiche, per preservare lo spettatore e mantenere i punti in palio.

Altri osservatori, come Scott Mitchell-Malm ritengono che la vera polemica risieda nell’avere una sprint all’inizio della stagione, definendola un «sacrilegio» che consuma l’attesa per il Gran Premio principale. In definitiva, la sprint di Monaco resta al centro di un dibattito che mette in bilancio la logica commerciale con le peculiarità tecniche di uno dei circuiti più iconici del motorsport.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.