Il palazzetto Nova Arena di Tortona ha ospitato lo spettacolo più atteso della stagione: la Supercoppa LBA SisalClub 2026. L’Olimpia Milano, guida del torneo, ha attraversato una semifinale aspra contro la Virtus Bologna per poi affrontare nella finale la Reyer Venezia. La serata è stata caratterizzata da una tensione crescente, scambi di canestri serrati e una difesa quasi asfissiante da entrambe le compagini.
Semifinale: Olimpia Milano contro Virtus Bologna
Il primo ostacolo per le Scarpette Rosse è stato la Virtus Bologna, squadra considerata ancora in fase di crescita. Moses Wright ha subito dimostrato il suo valore, realizzando 20 punti e assicurandosi 8 rimbalzi. Il suo contributo a canestro ha permesso a Milano di mantenere il vantaggio nei momenti chiave, mentre la sua presenza fisica ha complicato i tentativi offensivi della Virtus.
Accanto a Wright, Leandro Bolmaro ha offerto una prestazione completa: 15 punti2 recuperi e una stoppata determinante. Il giovane argentino ha mostrato una capacità difensiva rara per la sua età, pressando gli avversari e creando turnover che hanno alimentato la contropiede milanese. Altri nomi hanno avuto un ruolo più marginale: Kessler Edwards ha tentato di rispondere con una tripla, ma le sue percentuali sono rimaste inferiori alle aspettative, mentre Rasheed Bello e Trent Frazier hanno mostrato sprazzi di crescita nel secondo tempo.
Le interruzioni di gioco sono state numerose: falli di Diouf e Diarra hanno limitato le loro possibilità di impatto, e il tecnico Alex Mumbrú è stato costretto a riorganizzare le rotazioni. Nonostante le lacune, la vittoria 80-71 ha evidenziato una differenza di progetto: Milano, squadra matura e ben equilibrata, ha saputo imporre ritmi elevati e difesa a zona compressa, lasciando la Virtus in una posizione di recupero difficile.
Finale: Olimpia Milano contro Reyer Venezia
La finale ha visto l’Olimpia Milano confrontarsi con la Reyer Venezia, un avversario solido ma meno esperto nei momenti di alta pressione. Wright ha alzato nuovamente il tiro, chiudendo la partita con 23 punti e 6 rimbalzi guadagnandosi il titolo di MVP della competizione. Il suo attacco al ferro è stato spettacolare: movimenti rapidi, utilizzo di pick-and-roll e capacità di finalizzare sotto tiro.
Bolmaro ha continuato a essere il motore difensivo, aggiungendo 7 punti e mantenendo alta l’intensità di marcatura. La sua capacità di chiudere il perimetro con una stoppata ha sorpreso la difesa veneziana, che ha faticato a trovare soluzioni alternative. Nel frattempo, Edwards ha mantenuto la sua media di punti, ma i suoi errori di tiro hanno limitato l’apporto offensivo della squadra.
Il risultato finale, 80-71 per Milano, è stato il frutto di una difesa asfissiante e di una gestione del ritmo impeccabile da parte di Alex Mumbrú. Il tecnico ha saputo sfruttare al meglio la panchina, inserendo Flaccadori e Peters nei momenti cruciali, mantenendo così la continuità del gioco anche quando alcuni titolari hanno mostrato segni di affaticamento.
Al di là dei numeri, la partita ha sottolineato la convergenza di due progetti: da un lato, una squadra pronta a difendere il titolo con esperienza; dall’altro, un progetto in fase di costruzione che ha però dimostrato di saper competere ad alti livelli. Con la Supercoppa sul podio, l’Olimpia Milano guarda ora al campionato, mentre la Reyer Venezia dovrà rivedere la propria strategia difensiva per recuperare terreno.



