Stephen Curry ha messo la firma su un nuovo accordo biennale che lo legherà ai Golden State Warriors fino all’estate. L’estensione copre la stagione -28 e 2028-29, garantendogli la maglia n. 7 per altri due anni. Il valore complessivo è di 116 milioni di dollari cifra che rappresenta una rinuncia volontaria di circa 20 milioni rispetto al tetto salariale di 136 milioni che il proprietario Joe Lacob avrebbe potuto offrire.
Il gesto di Curry e le sue motivazioni economiche
Il playmaker, ora 38 anni, ha scelto di accettare un ingaggio più contenuto per creare spazio di manovra finanziario alla franchigia. Con un payroll complessivo che supera i 224 milioni di dollari la squadra necessita di margine per agire sul mercato e restare competitiva. Curry ha dichiarato che la flessibilità salariale è fondamentale per permettere ai Warriors di aggiungere ulteriori pezzi di valore senza compromettere la struttura contrattuale già esistente.
Dettaglio dell’offerta economica
L’attuale contratto in scadenza a fine giugno ammontava a 62,6 milioni di dollari. L’estensione, con un’opzione per l’anno successivo, porta il totale di guadagni da stipendio a circa 652 milioni nella carriera di Curry, ma evita al club di dover impegnare una quota ancora più elevata nel budget salariale. La scelta è stata accolta come un gesto di lealtà verso la città e la tifoseria di Oakland e San Francisco.
Jimmy Butler e Draymond Green vogliono chiudere a Golden State
Parallelamente al rinnovo di Curry, sia Jimmy Butler che Draymond Green hanno manifestato il desiderio di terminare la propria carriera con i Warriors. Entrambi hanno espresso interesse a rimanere, ma la loro permanenza richiederebbe accordi con contratti notevolmente inferiori rispetto a quelli attuali, per non gravare ulteriormente sul già elevato cap salariale.
Implicazioni di un possibile ritorno a costi ridotti
Butler, con un contratto attuale di circa 56,8 milioni di dollari, e Green, a 27,6 milioni, potrebbero accettare riduzioni significative per poter continuare a indossare la maglia dei Dubs. Tale scenario implicherebbe una rinegoziazione dei loro termini contrattuali, con la conseguenza di liberare ulteriori risorse per eventuali acquisti o rinnovi di altri giocatori.
Come il nuovo margine salariale influenzerà la progettazione del roster
Grazie al sacrificio di Curry e alla potenziale disponibilità di Butler e Green a contratti più contenuti, i Warriors potranno sfruttare il flexibile budget per puntare a nuovi innesti. La dirigenza, guidata da Lacob, ha già indicato l’intenzione di utilizzare questi spazi per rinforzare la squadra senza compromettere la competitività nelle prossime stagioni di playoff. In sostanza, la combinazione di un leader disposto a guadagnare meno e di veterani motivati a restare a costi ridotti crea una base solida per costruire una rosa capace di lottare fino.



