Nel contesto delle mondiali di ciclismo 2026 a Montreal la gara in linea femminile si è conclusa con un finale spettacolare. Dopo oltre quattro ore di competizione, la scuderia olandese ha confermato il proprio primato, ma l’Italia ha dimostrato ancora una volta di saper lottare per il podio, grazie a una veterana che non smette mai di stupire.
Vittoria di Demi Vollering e la volata finale
La favorita Demi Vollering ha chiuso al primo posto con un tempo di 04:45:09, raggiungendo la linea di arrivo davanti alla polacca Kasia Niewiadoma con una differenza di pochi secondi. La volata è stata decisa nei metri finali: Vollering, più forte nella sprint, è riuscita a mantenere il vantaggio su Niewiadoma, che a sua volta ha superato una scappata di maratona in corsa. Il risultato evidenzia la perfetta combinazione di potenza e tattica della squadra olandese, capace di gestire la gara dal primo chilometro fino alla sprint decisiva.
Il bronzo di Elisa Longo Borghini: una gara di strategia
All’età di 34 anni, Elisa Longo Borghini ha conquistato il bronzo aggiungendo al suo palmarès una quarta medaglia nella disciplina in linea, precedente al titolo d’oro della staffetta mista. La corsa è stata caratterizzata da una lunga fuga in cui Longo Borghini ha cercato di imporre il proprio ritmo, ma è stata catturata nei pressi dell’ultimo giro da Vollering e Niewiadoma. Un attacco solitario al penultimo giro ha mostrato la sua esperienza, ma la velocità delle due leader ha inevitabilmente interrotto la sua rincorsa. Nonostante ciò, Longo Borghini è riuscita a difendere la posizione di terzo dalla svizzera Marlen Reusser, chiudendo a quattro secondi dalla vincitrice.
Il bottino italiano e le prospettive per la gara maschile
Con il bronzo di Longo Borghini, l’Italia conta ora cinque medaglie nella competizione: un oro, tre argenti e due bronzi, segnando una delle edizioni più ricche di successi per la nazionale azzurra. L’attenzione, però, è già rivolta alla gara maschile di domani, lunga 273 km, dove l’assenza di Tadej Pogacar rende il percorso più incerto. Nonostante la mancanza del campione sloveno, Remco Evenepoel è considerato il principale contendente per la maglia d’oro, mentre l’Italia punta sul capitano Giulio Ciccone che ha dimostrato resilienza nelle precedenti tappe della stagione.
Curiosità: la Slovacchia parte con il massaggiatore
Un episodio singolare ha attirato l’attenzione dei fan: la squadra slovacca, colpita da infortuni e ritiri dell’ultimo minuto, ha dovuto far partire un atleta non iscritto originariamente alla gara. Per non subire penalizzazioni nella classifica UCI Nations, è stato messo in pista il massaggiatore della squadra, un 28enne ex ciclista, che ha indossato la maglia nazionale solo per raccogliere punti. La scelta ha sottolineato la difficoltà logistica delle squadre in un evento di tale portata, ma anche la volontà di rimanere competitivi fino all’ultimo giorno.



