Il Baltimore Ravens ha vissuto una serata da film al Maracanã Stadium di Rio de Janeiro. In una gara di Week 3 della NFL i Dallas Cowboys sono stati sconfitti per 34-31, dopo un finale drammatico che ha tenuto i tifosi con il fiato sospeso per soli sette secondi.
Il match ha iniziato con un ritmo serrato: i Cowboys, guidati da Dak Prescott hanno risposto a un primo gol di Derrick Henry con una serie di azioni incisive. A 9.42 minuti dal termine, KaVontae Turpin ha chiuso una corsa da nove iarde, regalando al Dallas un vantaggio temporaneo di 28-24.
L’attacco dei Ravens nei minuti conclusivi
Con il risultato ancora incerto, Lamar Jackson ha preso in mano le redini della partita. Dopo una breve sosta, ha lanciato a Zay Flowers per 27 iarde portando il pallone sulla linea dei 38 dei Cowboys. A un secondo dal termine, la squadra si trovava nella posizione ideale per un ultimo tentativo.
Il calcio decisivo di Tyler Loop
È qui che Tyler Loop è tornato sotto i riflettori. Dopo l’errore fatale di 44 iarde nella stagione precedente, il kicker da 25 anni ha dimostrato di saper gestire la pressione: ha sfondato i pali con un calcio da 56 iarde decretando il punteggio finale di 34-31. La folla ha esploso in un urlo di “Obrigado, Brazil. Obrigado.” un tributo al paese ospitante.
Un evento storico per la NFL
Questa partita segna il terzo match NFL svolto in Brasile dopo le edizioni a Corinthians Arena in Sao Paulo. Rio di Janeiro si aggiunge così a Melbourne, Australia e Paris, Francia tra le nuove città ospitanti della stagione, confermando l’ambizione internazionale della lega. Dopo la serata brasiliana, la prossima tappa sarà London dove tre ulteriori partite sono programmate per ottobre, come anticipato dalla citazione: “Next week, it is the turn of London once more as the UK welcomes three more games across October. Beat that.”
Il risultato porta i Ravens a dimostrare una mentalità da playoff capace di reagire anche quando tutto sembra perduto. La difesa dei Cowboys, nonostante una buona prestazione contro Henry, non è riuscita a bloccare il drive finale, lasciando spazio a una delle parole più usate dalla stampa sportiva: dig deep.



