Nel padel, l’x3 rappresenta il colpo che ogni giocatore amatoriale sogna di padroneggiare: una palla che rimbalza sul vetro per poi uscire di lato, regalando un punto decisivo e spettacolare. Tuttavia, la sua esecuzione richiede più di una semplice sferzata di potenza; è fondamentale controllare l’effetto e scegliere con precisione il punto di impatto. Il coach spagnolo Fran Galiana proprietario dell’account Instagram galmaqpadel ha illustrato in un video le tre fasi essenziali per realizzare l’x3 correttamente.
Questo articolo ricostruisce passo passo le indicazioni di Galiana, fornendo agli appassionati una guida pratica per trasformare l’x3 da mossa improbabile a arma di gioco affidabile. Seguendo le tecniche proposte, sarà possibile ottimizzare la rotazione della palla, migliorare la precisione del rimbalzo e aumentare le probabilità di chiudere il punto in modo spettacolare.
Usare l’elasticità dell’addome per generare l’effetto
Il primo elemento su cui insiste Galiana è la forza elastica dell’addome. Durante il movimento di slancio, il giocatore deve attivare la catena inferiore – gambe, fianchi e tronco – per poi concentrare l’energia nell’addome, proprio come avviene in una rimessa laterale al calcio. L’idea è di arrivare alla linea di contatto, fermarsi brevemente e sfruttare la tensione accumulata per spingere il corpo verso l’alto.
Trasferimento di energia dalla catena inferiore al colpo
Per mettere in pratica questo principio, è consigliabile partire con i piedi leggermente più larghi delle spalle, piegare le ginocchia e spingere con forza verso l’alto al momento dell’esecuzione. L’elasticità addominale funge da catapulta, trasformando la spinta delle gambe in una spinta verticale della racchetta. Il risultato è una palla dotata di rotazione laterale che, una volta colpita, avrà una traiettoria predisposta al rimbalzo sul vetro.
Impugnatura, movimento e mira: i dettagli dell’esecuzione
Il secondo passo riguarda l’impugnatura e la dinamica del colpo. Galiana suggerisce di adottare la presa eastern sul rovescio, mantenendo la racchetta in una posizione leggermente più alta rispetto alla spalla dominante. Il movimento deve essere ascendente, seguito da una piccola apertura laterale del colpo prima dell’impatto.
Posizionamento del corpo e punto di impatto
Al momento dell’impatto, il corpo deve trovarsi a sinistra della pallina per i destro-mani (e a destra per i mancini). L’impatto avviene in alto, appena davanti alla testa, garantendo un equilibrio tra potenza e accelerazione. Questo posizionamento consente di imprimere alla palla l’effetto necessario senza sacrificare la velocità, evitando così che la palla rimbalzi fuori dal vetro.
L’ultimo aspetto, ma non meno importante, è la mira. Non basta colpire l’altezza corretta; è fondamentale dirigere la palla verso il punto del vetro che, in base alla posizione del giocatore al momento dell’impatto, garantirà il rimbalzo desiderato. La zona di sbattimento varia a seconda della distanza e dell’angolo di approccio, perciò è consigliabile allenare la percezione spaziale mediante esercizi specifici di target sul campo.
Applicando questi principi, anche i giocatori non professionisti possono trasformare l’x3 da gesto rischioso a punto decisivo nel proprio repertorio.



