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26 Ottobre 2026

Morte di Claudio Mattio: il pilastro del ciclismo di Val Varaita

Claudio Mattio, icona del ciclismo piemontese, è morto in un tragico incidente: una vita dedicata ai pedali e ai giovani talenti.

Morte di Claudio Mattio: il pilastro del ciclismo di Val Varaita

Il mondo del ciclismo piemontese è stato profondamente colpito dalla notizia dell’incidente avvenuto nella notte del 19 ottobre, quando Claudio Mattio, presidente della Vigor Cycling e figura di riferimento per generazioni di ciclisti, è stato trovato privo di vita in una scarpata lungo la discesa verso Sampeyre, nella Val Varaita.

L’uomo, 66 anni, originario di Piasco, era scomparso verso la tarda mattinata. La famiglia, preoccupata per l’assenza di notizie, ha allertato le autorità; le forze dell’Ordine hanno avviato le ricerche nella zona, ma solo nel pomeriggio è stato localizzato il suo corpo, accanto all’auto, in fondo a una fitta ripida.

Incidente mortale in Val Varaita

Secondo le ricostruzioni, l’auto guidata da Mattio ha perso il controllo in un tratto particolarmente scosceso, finendo contro la scarpata. Le condizioni stradali, tipiche dell’area alpina a fine ottobre, con piogge e una leggera brina, avrebbero potuto contribuire al deterioramento della tenuta di strada. Il tragico evento ha lasciato vuoto non solo nella squadra, ma anche in tutta la comunità ciclistica, dove il suo nome era sinonimo di dedizione e passione.

Il percorso sportivo di Claudio Mattio

La passione per le due ruote nasceva in giovane età: Claudio Mattio gareggiò nella categoria junior della Federazione Ciclistica Italiana, distinguendosi fin da subito per le numerose vittorie conseguite nei primi anni di carriera. Soprannominato “Giairo”, per la sua corporatura minuta, riuscì a farsi notare anche per la sua audacia, indicando un futuro ricco di avventure.

Le imprese agonistiche e le avventure fuori gara

Oltre ai successi in gara, Mattio si contraddistinse per imprese fuori classico campo agonistico. Nel 1987 intraprese una delle più arditi attraversamenti: da Katmandu, capitale del Nepal, raggiunse Lhasa, nel Tibet, percorrendo centinaia di chilometri su terreni impervi. Questa impresa, considerata pionieristica all’epoca, consolidò la sua reputazione di ciclista a 360 gradi, capace di abbracciare sia la competizione che la scoperta.

Il ruolo di direttore sportivo e mentore di giovani talenti

Dopo il ritiro, Claudio Mattio dedicò la sua energia all’organizzazione di gare e alla gestione sportiva. Insieme al fratello Silvio, assunse la presidenza della Vigor Cycling, trasformando il club di Piasco in un vero vivaio di giovani ciclisti. Tra i talenti cresciuti sotto la sua ala spiccarono nomi come Elisa Balsamo, campionessa mondiale, e Pietro Mattio, nipote, che fece il suo debutto tra i professionisti nel 2026, indossando la maglia della Visma alla Parigi-Roubaix.

Come direttore sportivo, Claudio si contraddistinse per una meticolosa attenzione agli aspetti logistici e organizzativi degli eventi, garantendo sempre una struttura impeccabile e una cultura sportiva basata sul divertimento e sulla crescita personale, piuttosto che sulla pura corsa al risultato.

Reazioni e omaggi della comunità ciclistica

La notizia della sua scomparsa ha suscitato un’ondata di cordoglio sui social network. La figlia Erika, in una breve nota, ha ricordato il padre come “amante della vita, dei viaggi, del ciclismo e di tutte le persone che incontrava”, sottolineando il suo costante cellulare in mano, pronto a lanciare nuove idee per gare e viaggi. Il Comitato Regionale Piemontese della Federciclismo ha pubblicato una comunicazione, definendo Mattio un “appassionato irrefrenabile del ciclismo”, capace di raccontare la disciplina a 360 gradi e di far emergere talenti che hanno portato il nome del Piemonte su palcoscenici internazionali.

Amici, atleti e dirigenti hanno condiviso ricordi, evidenziando la sua generosità, il suo garbo e la sua capacità di mantenere sempre un sorriso stampato sul volto. Alla moglie Maria, alla figlia Erika, ai fratelli Silvio e Luciano, e a tutti i suoi cari, l’intero movimento ciclistico piemontese ha espresso un profondo senso di solidarietà, avvolgendo la famiglia in un abbraccio collettivo di ricordo e gratitudine.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.