Negli ultimi anni l’interesse verso l’attività fisica come strumento di prevenzione e riabilitazione è cresciuto in maniera esponenziale. Le autorità sanitarie e le realtà private stanno sperimentando programmi sempre più integrati, capaci di affrontare malattie croniche da più angolazioni. Tra le iniziative più recenti spicca Re-Move, un progetto che combina esercizio in palestra, nuoto e micro-movimenti quotidiani, pensato per chi convive con obesità, diabete, osteoporosi, sindrome metabolica o patologie cardiache.
Re-Move: esercizio su misura per patologie croniche
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Fisioclinics Pesaro e Movens, due realtà radicate sul territorio che da anni promuovono la salute attraverso il movimento. Le attività si svolgono sia nella sede di Movens, situata in Villa Fastiggi, sia nelle piscine di Fisioclinics e di via Togliatti, offrendo percorsi personalizzati in base al profilo clinico di ogni partecipante. Per chi soffre di obesità o diabete, il programma prevede sessioni di cardio a intensità moderata, mentre per i pazienti con osteoporosi sono previsti esercizi di potenziamento osseo in acqua, dove il carico è ridotto ma l’attivazione muscolare rimane efficace.
Struttura delle sedute e coinvolgimento multidisciplinare
Ogni ciclo prevede tre incontri settimanali: una lezione in sala attrezzata, una in piscina e una sessione di micro-movimento guidata da fisioterapisti. Il supporto di nutrizionisti e psicologi completa il percorso, garantendo un approccio olistiche alla gestione della patologia. I dati preliminari mostrano che più del 90% dei partecipanti completa il ciclo, con una adesione stabile nel tempo del 43,6%.
Riabilitazione oncologica al Prime Center: tecnologia al servizio della forza
Parallelamente, l’Istituto Oncologico Romagnolo (Ior) ha potenziato il proprio Prime Center con attrezzature Technogym di ultima generazione, tra cui la linea Biostrength basata su intelligenza artificiale. Dal 2022 quasi 500 pazienti oncologici hanno effettuato più di 11.000 sessioni, rispettando le linee guida dell’American Cancer Society (150 minuti di attività aerobica a settimana più due sessioni di forza). Grazie al monitoraggio digitale, i terapisti possono regolare in tempo reale il carico di lavoro, ottimizzando la sicurezza e l’efficacia dei trattamenti.
Impatto misurabile sulla forza muscolare
L’analisi dei risultati ha evidenziato un aumento significativo della forza neuromuscolare in tutti gli esercizi monitorati. La domanda di questi percorsi è cresciuta del 40% annuo, portando a 1.300 pazienti e caregiver a rivolgersi al centro dal 2022 ad oggi. Il modello è stato riconosciuto a livello internazionale e divulgato in congressi scientifici, consolidando la Romagna come polo di innovazione nella riabilitazione oncologica.
Micro-movimenti quotidiani: il valore del NEAT
Non è sempre necessario iscriversi a una palestra per migliorare la salute cardiovascolare. Il concetto di NEAT (thermogenesis non-exercise activity thermogenesis) indica l’energia spesa nei movimenti spontanei, come sistemare la casa, salire le scale o muovere le gambe mentre si è seduti. Uno studio del 2024 su 22.000 adulti britannici ha mostrato che anche quattro minuti di attività intermittente intensa al giorno possono ridurre il rischio di eventi cardiaci.
Come trasformare le piccole azioni in benefici concreti
Alcuni suggerimenti pratici includono: alzarsi e camminare per qualche minuto ogni ora, fare sollevamenti sui polpacci mentre si lava i denti, utilizzare le scale anziché l’ascensore, oppure fare qualche esercizio di resistenza durante le telefonate. Sebbene questi brevi intervalli non sostituiscano un programma strutturato, l’interruzione frequente della sedentarietà è una strategia semplice e sostenibile per migliorare la circolazione e la controllo glicemico.
La combinazione di percorsi strutturati come Re-Move e Prime Center, coadiuvati da tecnologia avanzata, con l’adozione di micro-movimenti quotidiani, rappresenta una risposta efficace alle sfide poste dalle patologie croniche. Il messaggio è chiaro: muoversi, anche in piccole dosi, può fare la differenza tra una vita segnata dalla malattia e una vita più lunga e in salute.



