Durante una conferenza stampa di oltre mezz’ora, Riccardo Pittis ha assunto ufficialmente la carica di presidente del Treviso Basket. Il discorso è stato scandito da tre pilastri: la consapevolezza di non operare da solo, la necessità di remare nella stessa direzione e la ferma condanna a chi, anche solo per un attimo, volesse montarsi la testa. Il nuovo capo è partito dal presupposto che l’intera realtà – giocatori, staff, dirigenti e tifosi – debba muoversi come un unico organismo, con l’umiltà che ha contraddistinto la sua carriera da cestista.
L’eredità dei precedenti dirigenti e il ruolo dei collaboratori
Nel suo intervento, Pittis ha rivolto un sentito omaggio a Paolo Vazzoler e Matteo Contento, cui deve la salita dalla Promozione alla Serie A. Ha poi citato Fabio De Longhi, il cui supporto è stato cruciale fin dalla nascita del club, e ha invitato il dirigente a partecipare al prossimo incontro al Palaverde. Il presidente ha ringraziato inoltre le aziende del Consorzio e di Time Out, che garantiscono solidità economica, e ha elogionato il lavoro di Massimo Stefanello, che si dimetterà da vice-presidente. Fra i ringraziamenti spiccano la famiglia Benetton, il sindaco Gilberto, la città di Treviso e i genitori Elena e Sergio, i primi tifosi di Pittis.
Un impegno collettivo per un futuro più forte
“Tutti siamo Tvb”, ha ribadito Pittis, sottolineando che la responsabilità è collettiva. Il motto “Treviso noi ci siamo”, già usato nel 2012, sarà aggiornato per riflettere l’entusiasmo di un’intera comunità pronta a ripartire dalla Promozione. Il presidente ha promesso di dare il 100 % sia in campo, come “collante”, sia fuori, con decisioni strategiche, accettando la probabilità di commettere errori ma garantendo impegno totale.
Strategie finanziarie e apertura verso nuovi capitali
Passando al piano economico, Pittis ha dichiarato che la squadra possiede già una “base importante”, ma per crescere è necessario un consolidamento finanziario. L’obiettivo è espandere la ricerca di investitori oltre il tradizionale Nord-Est, senza perdere i piedi per terra, ma con lo sguardo rivolto al futuro. Un passaggio marcato è stato il discorso su “dimentichiamoci il mecenatismo”: chi investirà dovrà farlo per guadagno, come i soci, non solo per passione. Questa visione vuole trasformare il club in una realtà capace di attrarre capitali professionali e sostenibili nel tempo.
Il ruolo della Lega e l’ascolto attivo
Per quanto riguarda l’interazione con la Lega Basket, Pittis ha dichiarato di voler prima ascoltare e imparare. Conosce bene figure come Gherardini e Bargnani, ma intende comprendere le dinamiche interne, definire obiettivi e, quando opportuno, introdurre idee provenienti dalla propria esperienza da giocatore e dirigente.
Il progetto sportivo: umiltà, lavoro e crescita in campo
Sul fronte tecnico, il presidente ha evidenziato l’importanza di mantenere il club “operaio e umile”, senza cadere nell’arroganza. Ha citato Marcelo Nicola come esempio di dedizione in palestra e ha ricordato le parole di Dino Meneghin: “non abbiamo ancora vinto un volo”. L’obiettivo è continuare a costruire una squadra che, con testa bassa e impegno costante, possa ottenere risultati significativi. Pittis ha anche menzionato una promessa del vice sindaco Manera: la palestra di Sant’Antonino sarà presto dotata di impianto di climatizzazione, a testimonianza del sostegno istituzionale al progetto.
Il nuovo presidente ha tracciato un percorso che unisce il rispetto per il passato, la costruzione di un futuro finanziario solido e la continuità di valori sportivi basati su lavoro di squadra e modestia. La sfida è ambiziosa, ma la determinazione di Pittis, unita al supporto di tutti gli attori del club, promette di portare il Treviso Basket verso traguardi più alti.



