Il Greatest Rivalry Tour ha avuto un inizio esplosivo con la vittoria degli All Blacks contro gli Springboks per 33-16 a Johannesburg. La partita, giocata il 23 agosto 2026, ha visto gli ospiti neozelandesi dominare il secondo tempo, ribaltando un primo tempo equilibrato.
Il tour, iniziato il 7 agosto, celebra la storica rivalità tra le due squadre, con il primo test giocato proprio sul campo dove nel 1995 il Sudafrica conquistò la sua prima Coppa del Mondo.
Un primo tempo equilibrato
Il primo tempo ha visto un equilibrio precario, con il Sudafrica che ha dominato le fasi statiche, specialmente la mischia, ma senza riuscire a capitalizzare le occasioni. Gli All Blacks hanno aperto le danze con una meta di Will Jordan seguita dalla risposta di Andre Esterhuizen per gli Springboks. Josh Moorby ha poi segnato la seconda meta per la Nuova Zelanda, portando il punteggio sul 12-13 a favore del Sudafrica all’intervallo.
Gli Springboks hanno avuto diverse occasioni per allargare il vantaggio, ma imprecisioni e la difesa neozelandese hanno impedito loro di segnare ulteriormente. La mischia sudafricana, con giocatori come Ox NcheMalcolm Marx e Wilco Louw ha dominato per 54 minuti, ma senza risultati concreti in termini di punti.
Il ribaltone nel secondo tempo
Il secondo tempo è stato un vero e proprio ribaltone. Gli All Blacks hanno segnato quattro mete, con Fabian HollandLuke Jacobson e una doppietta di Will Jordan portando il punteggio finale a 33-16. La difesa sudafricana, che aveva tenuto bene nel primo tempo, ha mostrato segni di cedimento, permettendo agli avversari di capitalizzare le occasioni.
Il tecnico sudafricano Rassie Erasmus ha ammesso che il punteggio è stato orrendo, ma ha sottolineato che gli All Blacks sono stati più cinici nelle occasioni da meta. “Hanno inciso quei momenti in cui noi abbiamo avuto l’opportunità di mettere punti e non l’abbiamo fatto”, ha dichiarato Erasmus.
La sfida continua a Città del Capo
Il prossimo appuntamento è fissato per il 29 agosto a Città del Capo dove gli Springboks cercheranno la rivincita. Gli All Blacks, nonostante le assenze per infortunio, hanno dimostrato di essere una squadra ben rodata e pronta a competere ai massimi livelli.
Questa serie di test è solo l’inizio del percorso verso il Mondiale di Rugby con 18 mesi di partite che decideranno le gerarchie mondiali. Gli All Blacks, con questa vittoria, hanno dimostrato di essere una squadra da battere, ma il Sudafrica non sarà certo disposto a cedere il passo senza combattere.



